Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

La giunta si assolve: “Sulle rendite catastali abbiamo fatto quanto era possibile”

L'assessore ai Tributi, Attilio Monosi, spiega che la revisione degli estimi è stata avviata quando l'Imu ancora non esisteva:"Iniziativa di equità. In alcuni quartieri troppo alta la differenza con il valore di mercato"

Attilio Monosi e Paolo Perrone.

LECCE – Mentre le associazioni dei consumatori invitano i cittadini ad adire le vie della Commissione tributaria provinciale per contrastare gli effetti dell’aumento delle rendite catastali, il governo cittadino affida all’assessore al Bilancio con delega ai tributi, Attilio Monosi il compito di spiegare le ragioni di Palazzo Carafa che, nel 2010, affidà all’Agenzia del territorio il compito di procedere al riclassamento degli immobili, residenziali e non, per un volume pari a circa il 95 per cento del totale delle case e dei locali a uso diverso presenti a Lecce.

“L’aumento delle rendite catastali – come si ricorderà - era stato previsto nel 2010 quando ancora l’Imu non esisteva e nessuno avrebbe mai potuto prevederla. Peraltro, le rendite catastali risalivano al 1991 ed erano le più basse della Puglia. La necessità di rivederle è nata dal fatto che in alcuni quartieri la differenza tra le rendite e i valori di mercato era troppo alta. Era giusto, infatti, che una casa del centro storico, e quindi di grande pregio, avesse la stessa rendita di una casa ubicata in periferia. L’intento, dunque, era quello di garantire un principio di equità tributaria e patrimoniale per i proprietari degli immobili comunali”. Sul punto a dire il vero, la minoranza ha fornito una versione diversa: risulterebbero, infatti, maggiormente penalizzati dall’attività di rivalutazione, i proprietari di immobili popolari e periferici.

Il responsabile dei conti e dei tributi dell’ente prosegue: “Nonostante questo, quando il governo centrale decise di introdurre l'Imu abbiamo cercato di fermare il procedimento di rivalutazione delle rendite catastali. Il sindaco Paolo Perrone ha scritto una lettera al direttore dell’Agenzia del Territorio di Lecce per chiedere di sospendere questa operazione anche perché gli effetti diretti dell’applicazione dell’Imu e della revisione del classamento delle unità immobiliari comporterà per i cittadini leccesi un peso economico oggettivamente difficile da sopportare. Ma l'Agenzia del Territorio ha comunque ritenuto di notificare l'adeguamento sottolineando che la sospensione del procedimento non è prevista dalla normativa in materia e quindi non può essere accolta.

La giunta, insomma, ribadisce la sua linea sostenendo di aver fatto tutto il possibile: ma – venga consentita la domanda - se la revisione degli estimi è stata sollecitata quando l’Imu ancora non c’era, perché aumentare le aliquote quando un maggiore gettito era comunque atteso dal lavoro dell’Agenzia del territorio? L’impressione è che, se da una parte una mano lava l’altra, dall’altra i cittadini abbiano ricevuto una doppia batosta.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La giunta si assolve: “Sulle rendite catastali abbiamo fatto quanto era possibile”

LeccePrima è in caricamento