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Monteroni: dopo la caduta di Guido, prefetto nomina commissario Aprea

Sarà Guido Aprea, viceprefetto e capo di gabinetto della Prefettura di Lecce, a guidare il Comune di Monteroni di Lecce fino alla prossima tornata elettorale. Sub commissari i funzionari Beatrice Agata Mariano e Rosa Maria Simone. La sfiducia di nove consiglieri risale a quattro giorni addietro

L'ex sindaco Lino Guido.

MONTERONI DI LECCE – Sarà Guido Aprea, viceprefetto e capo di gabinetto della Prefettura di Lecce, a guidare il Comune di Monteroni di Lecce fino alla prossima tornata elettorale. La nomina del prefetto Giuliana Perrotta è arrivata a seguito del decreto emesso oggi, con cui è stato sospeso il Consiglio comunale.

Aprea riveste dunque da oggi l’incarico di commissario per la provvisoria amministrazione con poteri del sindaco, della giunta e del consiglio. Sono stati anche nominati due sub commissari, Beatrice Agata Mariano, viceprefetto aggiunto e vicecapo di gabinetto, e Rosa Maria Simone, dirigente del servizio contabilità e gestione finanziaria.

Le nomine arrivano ovviamente dopo le dimissioni del primo cittadino, Lino Guido, e di nove consiglieri su sedici, rassegnate il 12 dicembre scorso. Come noto, il sindaco è stato sfiduciato dai consiglieri Antonio Madaro, Sonia Martino, Cosimo Quarta, Maria Linciano e Tommaso Leucci del gruppo di minoranza e di Antonio Pezzuto, Giorgio Manfreda, Chiara Marini e Paolo Vadacca della maggioranza, questi ultimi tutti aderenti al gruppo misto.

I mandati di Guido al comando di Monteroni, in questi anni, sono stati costellati di alti e bassi, con una precedente sfiducia, risalente al 2011, ma con caso rientrato per inadempienze burocratiche, e dimissioni l’anno successivo dopo uno scandalo giudiziario che aveva trascinato con sé anche alcuni esponenti del Comune, quasi subito ritirate.   

Gli ex consiglieri comunali Sabina Pedone e Massimo Lorenzo, intanto, prendono le distanze dall'atto di sfiducia firmato nei confronti del sindaco, ritenendolo “atto grave e irresponsabile”. Monteroni è stata così consegnata in mano al commissario, dopo appena diciotto mesi di governo locale.

Il gruppo misto, rilevano, formato nel luglio 2014, era nato con altri obiettivi. Alla base, un accordo politico-programmatico per indirizzare l'azione amministrativa su alcuni punti ritenuti fondamentali dai cinque consiglieri firmatari.

“In realtà – dichiarano i due consiglieri -, quella programmazione da intraprendere, anche con l'ingresso da ultimo del consigliere Paolo Vadacca, è stata fuorviata da argomentazioni prive di importanza e rilevanza pubblica e che non riguardavano assolutamente il bene e l'interesse della collettività come, da ultimo, un’istanza da inoltrare all'ormai ex sindaco in cui si richiedevano tre assessorati”.

Secondo Sabina Pedone e Massimo, avrebbero potuto utilizzare gli argomenti e gli strumenti che si avevano a disposizione nelle sedi opportune quali, il Consiglio comunale o comunque intavolare una discussione politica all'interno del gruppo stesso.

Appena dieci giorni prima della presentazione della sfiducia, concludono, era stato approvato da tutta la maggioranza l'assestamento di bilancio quale atto ritenuto fondamentale per la programmazione dell'azione politica. Per i due ex consiglieri, dunque, quanto avvenuto è da considerarsi gesto di chi non ha cuore le sorti della collettività.

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