Sabato, 31 Luglio 2021
Politica

“Monti protagonista”. Mantovano indica la strada al Pdl

La concreta disponibilità del premier a prolungare l'esperienza di governo ha innescato le prime prese di posizione nei principali partiti. Il parlamentare salentino non ha dubbi: "Scelta chiara in continuità con la sua agenda"

Mario Monti nel discorso di ieri all'assemblea dell'Onu (@TM News/Infophoto).

LECCE – L’ipotesi di un secondo mandato di governo a Mario Monti prende consistenza, giorno dopo giorno, e spinge le forze politiche a definire il proprio posizionamento. Dei tre partiti che sostengono l’attuale esecutivo solo l’Udc è chiaramente schierato con il premier: da Pierferdinando Casini, ieri, toni entusiastici alla dichiarazione di disponibilità del professore, giunta, non a caso, da oltre oceano (durante i lavori della 67esima assemblea generale delle Nazioni Unite). I due pilastri principali della maggioranza parlamentare, il Pdl e il Pd, sono al momento in mezzo al guado, paralizzati dalla domanda: siam di lotta o di governo?

Il gradimento che Mario Monti riscuote nel consesso internazionale, se da una parte dà una certa garanzia rispetto alle conseguenze perverse dei gioco perverso in atto sui debiti sovrani, dall’altro costituisce un serio motivo di imbarazzo per i maggiorenti dei due partiti perché l’Italia ha solo fatto un passo indietro rispetto all’orlo del baratro – e a che prezzo -, ma non si può certo considerare al sicuro. Qualunque maggioranza parlamentare dovesse uscire dalle elezioni di primavera, è di tutta evidenza che ci sono e ci saranno a lungo dei vincoli più che stringenti, non dei semplici paletti, delle vere e proprie catene che costringeranno i governi a manovre forzate, senza troppa libertà.

In molti avvertono dunque la tentazione di affidarsi ancora una volta al salvatore della patria perché consapevoli che estromettere Mario Monti in questa congiuntura economica implicherebbe un’assunzione di responsabilità politica di cui Pd e Pdl, adesso, non sembrano in grado di farsi carico: se poi andasse male, non li salverebbe nessuno da un bel calcio nel posteriore. Il bipartitismo è morto e con qualsiasi leggere elettorale si andrà a votare, ne verrà fuori un governo di coalizione. I democratici – e di conseguenza tutto il centrosinistra-  devono prima risolvere il problema della leadership: alla fine dell’estenuante dibattito (senza contenuti) sulle primarie, il Pd rischia di uscirne consunto e di perdere così il vantaggio che i sondaggi tutt’ora gli attribuiscono.

MANTOVANO (44)In casa azzurra, mentre resta nascosta nel mazzo la carta Berlusconi – ma a ben vedere è più un bluff  - iniziano a venir fuori i sostenitori del presidente del consiglio. Tra questi, Alfredo Mantovano, coordinatori dei circoli della Nuova Italia: “La disponibilità di Mario Monti per un secondo mandato di governo costituisce un dato di rassicurazione per la politica nazionale. Da premier o da qualsiasi altro ruolo a lui affidato, Monti sarà protagonista nella prossima legislatura, come lo è nell'ultima parte di quella in corso”. Secondo l’ex sottosegretario agli Interni, dall’agenda di Monti “non potrà prescindere alcun governo che si comporrà: serietà impone di ammetterlo senza reticenze. E, poiché gli elettori italiani sono saggi, chi sarà più convincente in questa direzione ne trarrà anche vantaggio elettorale”. Chiaro dunque l’invito rivolto al suo partito di compiere una scelta di campo, anche a costo di perdere definitivamente quella porzione di elettorato che preferisce, oramai, un voto di protesta al sostegno di un esecutivo percepito come tecnocratico e ad una formula politica da grosse koalition considerata lontana anni luce dai problemi delle persone comuni. 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

“Monti protagonista”. Mantovano indica la strada al Pdl

LeccePrima è in caricamento