Giovedì, 28 Ottobre 2021
Politica

Il sindaco: "Il quartiere della stazione non è terra di nessuno"

A margine dell'aggressione per rapina ai danni dell'artista di strada, Salvemini dichiara: "Enti locali e terzo settore privati negli anni degli strumenti per il recupero e l'inclusione. Il tema è nazionale"

LECCE - L'attuazione del fermo di polizia e la sostanziale ammissione di responsabilità (almeno nella colluttazione) di colui che la polizia ha identificato come l'aggressore hanno indirizzato verso l'epilogo la triste vicenda di Leonardo Vitale, artista di strada deceduto in ospedale dopo essere stato ritrovato privo di sensi nella zona della stazione di Lecce.

Dopo questi sviluppi, il primo cittadino del capoluogo salentino, Carlo Salvemini è intervenuto: da una parte ringraziando il questore, Andrea Valentino e la polizia, dall'altra rimarcando che "il veloce esito delle indagini non cancella minimamente il dolore per la perdita di un artista che è stato una presenza costante con il suo lavoro sulle strade del centro cittadino. Alla sua famiglia vanno le mie più sentite condoglianze".

Salvemini ha poi voluto respingere al mittente le critiche e le accuse all'amministrazione di aver abbandonato la zona dove si è verificata la rapina che ha poi portato al decesso del 59enne di Oria: "Su quel quartiere - ha spiegato - sono previsti tanti investimenti che segnalano l’attenzione del Comune e delle istituzioni: le opere di ribaltamento degli accessi, il rifacimento del piazzale e di viale Oronzo Quarta, il cantiere dell’hub di Innovazione sociale Officine Mezzogiorno, che si aprirà a breve proprio nell’ex officina ferroviaria, oltre al restyling a cura di Rfi che ci consegnerà una nuova e più moderna stazione ferroviaria. Oltre a questi progetti, da marzo, in via Don Bosco, è stato attivato il centro di prossimità Casa Comune, su input della Fondazione Emmanuel e in stretta sinergia con enti locali e forze dell’ordine, per offrire servizi minimi come deposito bagagli, docce, ristoro, ai senza fissa dimora e a chi si trova in condizioni di emarginazione, isolamento o povertà".

Secondo il sindaco la questione non è semplicemente di vero o presunto degrado urbano, ma molto più generale: "Resta a Lecce, come nelle altre città, il grande tema nazionale della presenza di migranti non regolari sprovvisti di diritti, assistenza, percorsi di integrazione. Invisibili. È una presenza che andrebbe gestita fornendo anche alle amministrazioni locali e alle realtà del Terzo settore strumenti adeguati al recupero e all’inclusione, che negli ultimi anni sono stati invece depotenziati. Non possiamo tollerare reati e violenze, che dobbiamo reprimere. Ma se vogliamo affrontare il tema in modo maturo ed efficace occorre anche attrezzarsi per prevenire il rischio che gli 'invisibili', se totalmente abbandonati a se stessi, non trovino davanti a sé altra strada se non la delinquenza per sopravvivere".

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