Moser sulla pista del trionfo del 1976. Appello per finanziare i lavori di recupero

L'ex ciclista trentino è tornato al Velodromo degli Ulivi. I lavori di recupero si sono fermati, servono circa 700mila euro per il completamento

Moser sui gradoni dell'impianto, con uno dei cronometristi del 1976.

MONTERONI DI LECCE – Alla testa di decine di ciclisti, tra i quali il presidente della Provincia, Francesco Moser è arrivato in sella ad una bici nell’impianto che lo vide trionfare nel 1976 ai campionati del mondo, nella categoria inseguimento professionisti.

L'ex ciclista trentino, che conserva ancora oggi il record di vittorie su strada, ha fatto il suo ingresso nel Velodromo degli Ulivi dopo essere stato accolto in piazza Falconieri da Antonio Gabellone, dal sindaco di Monteroni di Lecce, Angela Storino e dall’assessore allo Sport, Tommaso Leucci. Moser, al termine della due giorni nel Salento scandita dalla presentazione del suo libro Ho osato vincere e da incontri con gli studenti delle scuole (al liceo Da Vinci di Maglie e a Tuglie), si è prestato volentieri a far da testimonial per il rilancio della struttura.

Il velodromo, dopo un lungo periodo di colpevole abbandono, è stato interessato da lavori di ristrutturazione interrottisi però con il fallimento dell’impresa che aveva ottenuto l’appalto. Al posto della superficie in legno, oramai del tutto compromessa, è stata realizzata una pista in cemento in grado di garantire una tenuta ben maggiore, ma ancora incompleta. Delle due tribune esistenti al momento dell’inaugurazione ne resta solo una. 

Lo scenario che Moser si è trovato davanti, insomma, è quello tipico dei cantieri fermi da un pezzo:  “Ho una brutta impressione, sapendo che nell’arco di oltre venti anni non si è riusciti a rimetterlo in piedi. E’ chiaro che ci vogliono i denari, io non so chi si prenderà questo onore, ma una volta recuperato andrà gestito nel modo migliore. Oggi ci vorrebbero velodromi coperti: in Francia ce ne sono cinque o sei, noi ne abbiamo sì e no uno e mezzo”. 

Insomma, una struttura da utilizzare tutto l’anno, considerando anche il fatto che le principali prove su pista si tengono in autunno e in inverno, consentendo anche ai professionisti della strada di allenarsi per le corse dei mesi successivi. Moser ha anche giudicato come un errore l’allontanamento del movimento dilettantistico dalle Olimpiadi: “Tutto il movimento era finalizzato a quello e le federazioni preparavano i giovani per quell’obiettivo. Così hanno tolto alle società uno scopo per portare avanti l’attività: io ho partecipato ai Giochi di Monaco quando ero dilettante". 

Per rimettere in sesto il velodromo salentino serve un ulteriore sforzo economico di circa 700mila euro: “Due milioni di euro già ci sono – ha dichiarato il presidente della Provincia appellandosi alle risorse stanziate dal governo per il completamento degli impianti sportivi - : noi abbiamo la pista di atletica di Taviano e il velodromo, due gioielli che hanno bisogno di riqualificazione e per questi abbiamo chiesto l’intervento. Ci sono i progetti esecutivi e gli uffici sono pronti al bando di gara”.

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