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Donne in vetrina: in mostra le immagini di 20 anni di pubblicità sessiste

Città invase da foto provocanti e allusive. Aziende, ma non solo, hanno abusato della femminilità trasformandola spesso in esibizione di volgarità. Tutto giustificato dalla necessità di rendere efficace e persuasivo il messaggio. Esposizione al Museo storico

LECCE – Qual è il limite tra provocazione di tipo pubblicitario e buon gusto, tra l’efficacia del messaggio e il rispetto della sensibilità? La domanda è sempre più ricorrente, soprattutto quando sulla plance lungo le strade, in televisione, sui giornali campeggiano prepotenti volti ammiccanti, labbra carnose e scollature plateali. Il tutto, ovviamente, al femminile. Aziende private, ma non solo, non hanno mai risparmiato il corpo della donna bombardando l'immaginario collettivo in maniera talvolta esplicita, talaltra subdola.

Per MustBeRight, la rassegna dedicata ai diritti umani (ideata e promossa da Vestas Hotels & Resorts in partnership con l'associazione Id&A e grazie al sostegno del Comune di Lecce) al Must di Lecce, da venerdì 3 gennaio, saranno esposte  300 foto selezionate dall’archivico della ricerca ‘Chi è il maestro del lupo cattivo?’ di Ico Gasparri: immagini riguardanti l’ultimo ventennio di pubblicità sessiste. 

Il lavoro prende Milano come campione per raccontare e denunciare l’utilizzazione dell’immagine della donna in ogni tipo di messaggio pubblicitario: donne provocanti, allusive, disponibili, città invase di sederi, seni, cosce. La donna come oggetto e porta-oggetto, consumabile, desiderabile, addirittura commestibile.  L'archivio- unico al mondo nel suo genere per specificità e dimensioni - contiene circa 4mila immagini in bianco e nero e a colori -, documenta oltre 700 campagne pubblicitarie differenti e costituisce la base per i seminari che l’autore tiene nelle scuole di tutta Italia e per un laboratorio teatrale con studenti e professori.

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