Due movimenti si fondono: nasce "Civica.", lista del campo progressista

"Una Buona Storia per Lecce" e "Idea per Lecce", dopo un percorso di quasi due anni, uniscono le forze per sostenere Carlo Salvemini

Da sinistra Barletti, Salvemini e Fornari.

LECCE – Si chiama “Civica.” (col punto fermo) una delle liste che nelle prossime amministrative sosterranno Carlo Salvemini nella competizione elettorale. Nasce dall’unione, definita in conferenza “naturale” tra Una Buona Storia per Lecce e Idea Per Lecce, presenti ciascuna col proprio simbolo sulla scheda del giugno 2017 quando ottennero, complessivamente, il 4,5 per cento delle preferenze.

I protagonisti: due movimenti in uno

Composta da donne e uomini con una storia di sinistra, ma quasi sempre svincolata da tessere di partito e ordini di scuderia, è stata voluta da Nicolangelo Barletti e Giuseppe Fornari. “Per noi dei due movimenti è un passaggio importante in un percorso che continuerà nel futuro – ha sottolineato il primo -. La sfiducia nel futuro va di passo con la smemoratezza e allora noi vogliamo fare un gesto in controtendenza, opposto al proliferare delle liste civiche. Sia nelle politiche che nelle amministrative, dopo il voto di solito spariscono. Noi intendiamo invece mettere a frutto il lavoro già fatto, il percorso intrapreso dall’amministrazione e crediamo che le idee vivano facendo le cose insieme. Le grandi manifestazioni di piazza delle ultime settimane sulle questioni fondamentali per la democrazia, di una comunità che vuole lottare per qualcosa e non solo contro, ci spingono a ritrovare un linguaggio comune per raccontare questi valori. Etica pubblica, uguaglianza sociale, rispetto della dignità della persona. Dopo la costituzione di una rete per la città, attivata insieme a Lecce Città Pubblica, abbiamo scelto di darci una casa comune, che sarà la prima di una casa ancora più grande.  Civica perché intendiamo costruire il futuro per la comunità. Punto”.

Per Fornari “questa è una buona storia che viene da due anni di lavoro e di presenza in città. Come avevano promesso non siamo stati solo liste elettorali. È la casa comune dei progressisti leccesi, la prima di un percorso creato insieme. Gli altri si dividono, tendono a rompere, noi ci uniamo. Vorrei rassicurare sul fatto che se fossimo affezionati ai nostri decimali, alle nostre percentuali, non avremmo avuto difficoltà a riempire due liste con tanti nomi. Abbiamo fatto politica progressista in questi due anni: questo esprimiamo e non abbiamo bisogno che nessuno ci venga a fare l’esame del sangue. Progressista anche perché ambientalista, ce lo ha ricordato una ragazzina di sedici anni. Le donne saranno protagoniste e non è un caso che il nostro ufficio stampa sia stato affidato a Fabiana Pacella: è un simbolo di giornalismo con la schiena dritta. Non la tiro per la giacchetta, farà il suo lavoro”.

A conclusione dell’intervento, Fornari ha ribadito la massima fiducia nel candidato: “Saremo leali con le altre liste, saremo leali con Carlo. Sbaglia di grosso chi pensa che le alternative siano essere come in una caserma oppure creare zizzania. Vi confesso che ci sono delle volte in cui tra di noi c’è anche dissenso politico, anche col nostro candidato sindaco che continuiamo a pensare sia il migliore possibile”

“Di sinistra ci sono le storie, le biografie, le politiche”.

Per ultimo è intervenuto il candidato sindaco, sollecitato dai cronisti sul presunto annacquamento della coalizione in senso più civico che politico: “Non c’è bisogno di definirsi ossessivamente di sinistra per dimostrarsi tali. Ci sono le storie, le biografie, le politiche che sono l’orizzonte di un percorso amministrativo. In questa coalizione ci sono profili, a partire dal mio, che potrebbero essere di garanzia per quanti si sentono orfani della parola sinistra. Naturalmente invito quanti si preoccupano di questa presunta incompiutezza a guardare i nomi delle donne e degli uomini che ci sono e ad avere anche un atteggiamento più sereno. Io credo nel rispetto delle differenze: chi oggi ritiene che per essere e sentirsi di sinistra, si debba scrivere la parola sinistra, ricordo che alle ultime elezioni politiche si è candidato con la sigla Liberi e Uguali”.

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Più nello specifico Salvemini è stato chiamato a pronunciarsi ancora sulle divergenze con Lecce Bene Comune, lista che nel 2017 propose un proprio candidato sindaco: “Sarei tentato di dire che questo argomento è stato sufficientemente affrontato, con posizioni esposte pubblicamente. La ragione più semplice per rappresentare l’esito di una discussione che non ha procurato il raggiungimento di un accordo è racchiusa nel senso di una dichiarazione di questo tenore: giudizio sui 18 mesi di governo negativo, il candidato sindaco non garantisce abbastanza, la coalizione che rappresenta non è di nostro gradimento. Io ho chiesto a tutte le forze con cui ho dialogato di riconoscere lavoro fatto per la città e una leadership che vede al mio fianco Alessandro Delli Noci: così non è stato. In ragione di un principio di lealtà e non di fedeltà, di trasparenza e non di ipocrisia, chiedo che sui simboli ci sia scritto con Carlo Salvemini e non nonostante Carlo Salvemini, chiedo che ci siano forze politiche che supportano Carlo Salvemini e non che sopportano Carlo Salvemini”.

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