"Renzi contro ogni regola". E il movimento No Tap in pressing sul sindaco

L'ex premier è stato a Lecce per presentare il suo libro. Uno piccolo gruppo di manifestanti ha provato a far sentire il suo dissenso

Renzi a Lecce in una foto di archivio.

LECCE - Nella sua sortita leccese di ieri sera per la presentazione del suo libro "Avanti", il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi, ha affrontato il discorso del gasdotto Tap, che prevede l'approdo a San Foca tra l'ostilità dell'amministrazione comunale e di una parte dell'opinione pubblica locale. Per l'ex premier, sotto il cui governo è arrivato il via libera definitivo, l'opera va realizzata senza indugi, mentre, a essere ridimensionati dovrebbero essere, ha detto, i tribunali amministrativi regionali visti spesso come un freno alla realizzazione delle infrastrutture: "Meno No Tap, più No Tar".

Questo slogan coniato da Renzi non è piaciuto nemmeno un poco al Movimento No Tap: "Fotografa bene il sistema di valori che muove la sua persona, il suo partito politico e se vogliamo anche la vicenda del gasdotto Tap. Un sistema di valori basato sullo scardinamento di qualsiasi regola", è scritto in un post comparso su facebook.

Il movimento ha poi inquadrato poi nell'obiettivo il primo cittadino leccese, Carlo Salvemini, al quale polemicamente ha chiesto se "nella giornata di ieri, oltre a fare gli onori al presidente del suo partito (Salvemini in realtà è uscito dal Pd nel 2010 per sostenere Nichi Vendola alla primarie per le elezioni regionali, poi vinte per la seconda volta, ndr)  - un dovere istituzionale che nessuno intende mettere in discussione, ha provato a sussurrargli nell'orecchio che in questa landa del meridione, negli ultimi mesi, c'è stato un risveglio partecipativo basato sulla tutela del territorio, dei diritti dei cittadini e sul rispetto delle poche elementari regole che tengono insieme questo maledettissimo paese. Vorremmo sapere se gli ha sussurrato che contrario alla costruzione del gasdotto Tap".

Il riferimento è alla posizione, nota a dire il vero da diversi anni, da quando cioè l'attuale sindaco di Lecce era il capogruppo di Lecce Bene Comune, di avversione all'ipotesi di approdo a San Foca rimettendosi al contempo al rispetto delle procedure previste dagli iter di legge: una posizione che è stata sempre istituzionale, giudicata evidentemente insufficiente da chi lo vorrebbe in prima linea.

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C'è da dire, a proposito di ieri, che a provare a far sentire il loro dissenso all'ex premier c'erano solo pochissimi esponenti del Movimento No Tap, guardati a vista da Digos e forze dell'ordine, mentre del vasto fronte associativo e politico (M5S e varie sigle di sinistra) che nel dibattito si oppone alla realizzazione del gasdotto non vi era rappresentanza. Considerando poi che la lettera appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è stata firmata la scorsa primavera (sì, anche allora periodo elettorale) da 97 sindaci, quella di ieri si può ritenere una occasione persa per dare continuità a quella sensibilità in nome di tutto il territorio. Del resto una parte di quei primi cittadini è iscritta al Pd o è stata eletta anche con i voti del Pd: in effetti a poter dire di parlare con pieno titolo in nome dei cittadini che rappresentano sono proprio loro, i sindaci del territorio.

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