Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Salta il laboratorio d'analisi a Nardò. Pressing sul sindaco e sulla Regione

Polemiche sulla chiusura del Centro che verrà trasferito a Gallipoli. Alcuni consiglieri chiedono di far fronte comune per opporsi al "disservizio" sanitario

Nardò – Tempo due mesi, o poco più, ed il laboratorio analisi dell’ex ospedale “Sambiasi” di Nardò verrà smantellato. L’intenzione della Asl di Lecce è quella di trasferire personale medico e macchinari presso l’analogo Centro del nosocomio “Sacro Cuore” di Gallipoli.

Al momento il Centro impiega 5 unità (3 tecnici di laboratorio, un medico ed un infermiere) che effettuano i prelievi del sangue; le provette vengono inviate presso l’ospedale di Copertino per le successive analisi ed i risultati restituiti all’utenza nel giro di qualche giorno. Il disagio dell’attesa, per i pazienti che effettuano controlli medici ordinari e di routine, è modesto. La faccenda però si potrebbe complicare nel caso di patologie importanti, laddove le cure richiedono interventi tempestivi su cui potrebbe gravare l'attesa dei risultati.

E già fioccano le prime lamentele degli utenti, preoccupati di doversi spostare nella “città bella” anche per dover effettuare un banale prelievo ematico e ottenere i risultati a stretto giro di posta. Un disservizio, a tutti gli effetti, così come denunciato dagli esponenti del Pd locale che puntano il dito contro il Piano di riordino ospedaliero voluto dalla Regione Puglia. Il lamentato effetto secondario della razionalizzazione dei servizi sanitari – tesa ad evitare la duplicazione dei reparti tra ospedali vicini e a snellire ed accorpare le prassi ospedaliere – è quello di allungare le distanze tra il cittadino e l’ospedale.

Il caso neretino poi, aggiungono gli esponenti politici locali, Rino Giuri, Daniele Piccione, Marcello Risi e Lorenzo Siciliano, è paradossale: il nosocomio è stato definitamente convertito in poliambulatorio al fine di garantire l’assistenza medica territoriale, ed ora rischia di saltare anche uno dei servizi basilari per l’utenza.

“Si tratta di un controsenso assurdo rispetto alla dichiarata volontà politica di rafforzare la sanità territoriale – puntualizzano loro -. Così rischiamo anche di mettere in discussione l’attivazione dei nuovi posti letto dell’unità di degenza territoriale per pazienti con fragilità sanitaria, dell’unità Suap per gli stati vegetativi permanenti e della Rsa anziani, concordati a suo tempo con l’Asl di Lecce e con la Regione Puglia, il mantenimento dei posti di dialisi e l’efficienza dei servizi di day hospital e di day surgery”.

Nardò non il solo territorio interessato dal provvedimento. Anche a Martano, infatti, è previsto un declassamento del Centro analisi a Centro preanalitico territoriale e i cittadini si stanno preparando ad una corposa mobilitazione. “A Martano il Comune ha presentato un ricorso al Tar per opporsi a questa decisione e mi auguro che l’amministrazione di neretina possa muoversi nello stesso solco: le forze politiche dovrebbero far fronte comune, insieme ai cittadini ed alle associazioni locali ed appellarsi al protocollo del 2013, firmato con la Asl e con l’allora governatore Nichi Vendola che andava nella direzione di un potenziamento dei servizi sanitari del Sambiasi”, spiega il consigliere provinciale Lorenzo Siciliano.

Stando all’intesa firmata quell’anno dal governatore Vendola, dal sindaco Marcello Risi e dal direttore Asl Valdo Mellone, in effetti, tra le branche specialistiche da attivare all’interno del Poliambulatorio di III livello di Nardò era espressamente previsto il servizio di laboratorio di analisi territoriale.

“Ormai le firme sui protocolli sottoscritti sono divenuti carta straccia e la giunta guidata da Emiliano si è dimostrata inadempiente e inaffidabile da tanti punti di vista, basti pensare all’impegno preso dal preso dal presidente in merito al passaggio della condotta sottomarina – prosegue -. Il nostro sindaco, Pippi Mellone, che ha rapporti così cordiali e frequenti con Emiliano dovrebbe intervenire direttamente interpellando la Regione sul problema”.

Proprio questa mattina il consigliere ha depositato un’interrogazione per chiedere all’amministrazione di opporsi alla decisione di soppressione di un Centro che ogni giorno serve, mediamente, 150 persone. “La soppressione – si legge - rappresenterebbe un colpo durissimo per la vasta platea di utenti del territorio, contraria alla necessità di garantire una dignitosa offerta sanitaria”.

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