Sabato, 25 Settembre 2021
Politica Nardò

Natalizio sfiduciato si dimette. Vaglio, nuove grane

Nardò, inatteso epilogo del Consiglio. Le liste civiche della maggioranza abbandonano l'aula e affondano la delibera sul Piano urbanistico della Costa dei Cafari. La Città e Nuovo Corso attaccano

La politica fa davvero brutti scherzi. E quello che ieri sera è successo in seno al Consiglio comunale di Nardò ha quasi dell'incredibile. Un assessore "sfiduciato" dal suo stesso gruppo consiliare di appartenenza, una fetta dei consiglieri delle federazione delle liste civiche di sostegno al sindaco Antonio Vaglio che abbandona l'aula; la maggioranza che si sgretola nuovamente dopo una ritrovata compattezza che oggi, agli occhi dei più, appare reggersi solo su piedi d'argilla. Ancora grane per la giunta del sindaco Vaglio, che solo pochi mesi addietro aveva ricucito gli ennesimi strappi della sua variegata maggioranza di governo, con un rimpasto dell'esecutivo per calmierare "i dolori di pancia" della coalizione di centrosinistra sempre più recalcitrante. Dimissioni ritirate, defenestramento dell'assessore Gino Prete confermato, e pronti a voltare pagina. E proseguire nella programmazione di governo per il bene di Nardò. Almeno nelle intenzioni del primo cittadino. Ma, parentesi polemiche sui lavori pubblici a parte, la doccia fredda è arrivata nel corso dei lavori dell'assise comunale di ieri. Mentre nelle redazioni dei giornali si stava appena facendo in tempo a leggere le dichiarazioni entusiastiche del primo cittadino e dell'assessore all'Urbanistica, Mino Natalizio, per l'importante finanziamento ottenuto nell'ambito dei piani Pirp, per la riqualificazione delle periferie cittadine, da Palazzo di città arrivano segnali inequivocabili si nuove e cocenti fibrillazioni.

Mentre lo stesso assessore Natalizio era impegnato a relazionare sulla delibera proposta dal suo assessorato di competenza e relativa al Piano urbanistico esecutivo della "Costa dei Cafari" dai banchi della maggioranza si assisteva ad un via vai tumultuoso messa in atto dai consiglieri di Città Nuova, (la lista di riferimento dello stesso assessore all'Ambiente e all'Urbanistica) e delle altre civiche organiche alla maggioranza. Numero legale in bilico, delibera "affondata" e morale dell'assessore Natalizio sotto i piedi. E le conseguenze politiche si sarebbero già fatte sentire in queste ore con lo stesso collaboratore del sindaco (uno dei più attivi tra l'altro della giunta neretina) che avrebbe già formalizzato le sue dimissioni dall'incarico e con il primo cittadino intento a comprendere ancora una volta le ragioni della nuova frattura interna.

Spiegazione che sul versante dell'opposizione consiliare è presto detta. Il gruppo de La Città e il capogruppo della civica Nuovo Corso per Nardò non hanno perso tempo e con due note distinte hanno messo in luce la loro chiave di lettura. "Proprio non ce la fanno a governare. L'ennesimo riscontro lo abbiamo avuto ieri pomeriggio quando improvvisamente è mancato il numero legale nel corso del Consiglio comunale, mentre si discuteva dell'adozione del piano di lottizzazione "Costa dei Cafari" scrivono i consiglieri del neo-gruppo de La Città, "ma dove si è mai visto un sindaco che non riesce a tenere unita la propria maggioranza neppure dopo quattro mesi di dimissioni, vere o presunte, e di tribolazioni? Ma dove si è mai visto un Assessore che propone al Consiglio comunale una delibera che gli viene bocciata dalla stessa lista civica della quale è egli stesso espressione politica in Giunta? Se non è una sfiducia questa, allora davvero non sappiamo più cosa pensare. Il sindaco poche settimane fa promise pubblicamente: 'E' venuto il momento di iniziare a governare o di tornare a casa'. Caro sindaco, quand'è che manterrai almeno una promessa?".

E non va certo per il sottile nemmeno l'ex candidato sindaco Salvatore Donadei che in merito alla vicenda di queste ore, dice "Il Consiglio comunale di ieri ha segnato l'ennesimo atto del percorso di disgregazione della maggioranza che sostiene (?) il Sindaco Vaglio; mentre l'assessore Natalizio relazionava sul Piano urbanistico esecutivo 'Costa dei Cafari' inerente i comparti 78 e 79 del vigente Prg, con una decisione a sorpresa, tutti i consiglieri comunali appartenenti alle civiche della maggioranza hanno abbandonato l'aula. La verifica del numero legale, avanzata da parte dell'opposizione, ha portato alla sospensione della seduta. Appare di tutta evidenza l'assoluta gravità politica del gesto delle civiche che hanno fatto mancare il loro sostegno alla Giunta, non come avvenuto in passato su questioni meramente tecniche, ma su un punto all'ordine del giorno assolutamente qualificante dell'azione di questo esecutivo. Una vasta parte della maggioranza" continua Donadei, "ha, quindi, nuovamente sfiduciato il Sindaco e la sua Giunta provocando, a quanto è dato di sapere, le dimissioni dell'Assessore Natalizio. Di fronte ad un tale accadimento l'ostinazione con cui Vaglio continua ad occupare la poltrona di primo cittadino è pari solo alla mediocrità dei risultati conseguiti dalla sua azione amministrativa. Ciò che si evidenzia ancora con maggiore forza nella circostanza è non solo la palese spaccatura tra i vari partiti e liste civiche della maggioranza, ma le fratture e le lotte intestine che si sviluppano anche all'interno dei singoli gruppi politici, nella fattispecie Città Nuova, che fa mancare al suo assessore più rappresentativo l'appoggio su un punto per il quale egli si era adoperato in prima persona. Non siamo affatto interessati alle tresche e ai miseri giochini che sottendono a tali manovre politiche; molto ci stanno a cuore, invece, le sorti della nostra città, che non merita di assistere ancora una volta a queste pagliacciate; dobbiamo per questo, nuovamente, appellarci al sindaco Vaglio al quale chiediamo un gesto di responsabilità definitivo".


E nelle ultime ore, sul tourbillon di Palazzo Personè si registra anche l'intervento del circolo territoriale di An-Pdl che commenta: "Ancora una volta il Consiglio Comunale di Nardò è diventato il palcoscenico di uno spettacolo penoso. Mentre il mondo intero è alle prese con una crisi gravissima, che chiama la Politica alla massima responsabilità, a Palazzo Personé gli eletti se ne infischiano dell'interesse dei neretini e continuano a giocare a rimpiattino per ragioni sconosciute ai più. Ci chiediamo cos'è che ha spinto parte della maggioranza a dissociarsi dalla questione 'lottizzazione Cafari'? Cosa c'è sotto? E, ancora, ci chiediamo come mai sia possibile che tra i consiglieri della maggioranza nessuno abbia sentito il dovere di dimettersi? Non c'è nessuno che senta vivo in sé il bisogno di dissociarsi da cotanta farsa? Nessuno tra i consiglieri comunali rammenta in nome di cosa ha chiesto il voto ad amici, conoscenti, parenti e congiunti? Nessuno tra questi prova un senso di vergogna a far parte di questo baillame? E' questa la città in cui vogliono far crescere i figli dei propri elettori? E' questa la città per la quale hanno chiesto ed ottenuto il voto da congiunti, parenti, amici e conoscenti? Sono consapevoli, questi eletti, che l'incapacità di agire del Consiglio comunale paralizza tutto il tessuto economico-produttivo locale? Sono consapevoli che, dopo decine e decine di commissioni per le quali hanno percepito generosi gettoni di presenza, pagati col sudore della fronte dei neretini, la loro attività non giunge neppure in Consiglio comunale? Davanti alla vergogna di tanta inefficienza, che non fa altro che affossare la città di Nardò, i neretini continuano a chiedersi a cosa, o a chi, serva esibire le cinque vele, racimolare finanziamenti ecc. ecc. Invitiamo il primo cittadino ad avere un sussulto di dignità e ad ascoltare una richiesta che non giunge solo da noi ma da tutta la città: basta con questo non-governo."

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