Nessuna fuga in avanti, ma mano alle carte: avanza l'idea di fusione tra quattro comuni

I sindaci di Trepuzzi, Campi Salentina, Squinzano e Novoli ne hanno discusso con un esperto. Avviato lo studio di fattibilità: "Ogni passaggio condiviso con i cittadini"

Gli amministratori comunali al termine della riunione.

LECCE – Nessuna fuga in avanti, questo è l’ordine di scuderia, ma nessun mistero rispetto all’intenzione di studiare la fattibilità della fusione tra i comuni di Trepuzzi, Squinzano, Campi Salentina, con il possibile coinvolgimento anche di Novoli che con la sua amministrazione ha mandato segnali di interesse verso l’ipotesi.

Scopo principale della fusione, che è una misura che il governo centrale sostiene anche con una dotazione finanziaria iniziale, è quello di ottimizzare le risorse economiche, sempre più deficitarie soprattutto per il taglio dei trasferimenti statali, e i servizi ai cittadini. Sul progetto di fusione è già impegnato da alcuni anni il comitato “Terenzano Comune Unico”.

Queste esigenze razionali si scontrano, tuttavia, con lo spirito di campanile che spesso alberga nelle popolazioni, anche in centri che distano poche centinaia di metri l’uno dall’altro. Attualmente, in provincia di Lecce, è stato completata una sola fusione, quella tra Presicce e Acquarica del Capo, confermata da un referendum nel dicembre del 2018.

I sindaci dei quattro comuni interessati, insieme ai presidenti dei rispettivi consigli comunali, ne hanno discusso per sommi capi nel corso di una riunione avvenuta lunedì presso il Comune di Trepuzzi, alla presenza di Luigino Sergio, esperto della questione. I primi cittadini hanno condiviso l’idea di avviare l’iter amministrativo finalizzato alla fusione, ma hanno anche chiarito che nessuna decisione verrà imposta dall’alto.

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In una nota congiunta gli amministratori hanno garantito, infatti, la massima trasparenza: “Abbiamo preso visione formale del progetto e esprimiamo la ferma volontà unitaria a proseguire nella fase di studio, informando puntualmente la cittadinanza sugli sviluppi e su tutti i punti che da questo emergeranno, affinché si possa condividere con le proprie comunità ogni singolo passaggio. Nessuna decisione in merito alla fusione può essere assunta dall’alto se non prima viene condivisa, fondamentalmente, dalle parti in causa e a più livelli. Sarà compito dei sindaci provvedere all’informazione costante e puntuale, con incontri prefissati e assemblee pubbliche. Ringraziamo sentitamente il professor Luigino Sergio per la disponibilità dimostrata”.

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