Mercoledì, 29 Settembre 2021
Politica

"No a rottamatori. Ricambio generazionale si conquista"

I giovani democratici del Salento, ad un anno dalla propria costituzione, tracciano un bilancio della propria attività e criticano i rottamatori di Firenze: "Serve ricambio, ma va conquistato"

LECCE - Giovani Democratici del Salento al giro di boa, per tracciare un bilancio del primo anno di attività. A poche ore dalla manifestazione al cinema Massimo di Lecce, con il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, il gruppo giovanile interno al partito fa i conti con un bilancio sui primi dodici messi dalla sua costituzione. A farlo è Stefano Minerva, il segretario, che offre valutazioni piuttosto positive dell'esperienza: "I Giovani Democratici del Salento - afferma - con il loro costante impegno, passione e dedizione, hanno spesso imposto al partito e ai territori la discussione, e oggi raccogliamo il frutto di questo impegno vedendolo riconosciuto attraverso i ruoli di responsabilità che ci vengono assegnati, nel partito, ma anche nelle amministrazioni locali, e a giorni costituiremo il forum dei giovani amministratori".

I Gd ostentano una certa ambizione e lanciano uno sguardo oltre il confine della propria provincia, non tirandosi assolutamente indietro rispetto ad un proprio giudizio riguardo all'iniziativa di Firenze, dove Matteo Renzi, ha introdotto un nuovo elemento di dibattito, ribadendo la necessità di "rottamare" la vecchia classe dirigente del partito per poter affermare a pieno lo spirito del Pd.

"Pur riconoscendo la necessità di svecchiare la classe dirigente politica in generale e quindi non soltanto del Pd - ribadisce Luciano Marrocco, responsabile provinciale alle politiche giovanili del Pd leccese -, non condividiamo l'iniziativa dei 'rottamatori' così come è stata pensata, al contrario crediamo, che in questo momento difficile e delicato per il paese, il nostro partito debba restare unito ed essere presente sui temi fondamentali che la gente pone alla politica: lavoro, precarietà, sviluppo economico, ambiente, scuola e università, ricerca, ambiente; temi che questo governo sta drammaticamente ignorando nella migliore delle ipotesi se non addirittura escludendo dalla propria agenda politica".

Proprio per questo, Minerva, interpretando lo spirito di chi si riconosce nell'organizzazione giovanile, ribadisce come i nuovi dirigenti, le nuove forze, piuttosto che contestare il partito, aumentandone la precarietà e distogliendone l'attenzione sulle questioni reali, debbano invece spendere tutte le proprie idee, il loro coraggio, la loro freschezza "per contribuire al rafforzamento di una nuova cultura democratica e riformista, e dando un forte contributo all'irrobustimento della proposta di governo e quindi dell'intero partito".

I Giovani Democratici si dicono consapevoli delle difficoltà a restare nel partito: "La voglia di cambiare realmente le cose - affermano -, e non solo il destino del singolo, supera ogni difficoltà e ci alimenta la voglia di lottare per aggiustare quella rotta che ogni tanto è stata smarrita in questi primi anni di vita del Pd".


"Per questo - concludono - siamo convinti che i giovani non possano chiedere un ricambio generazionale basato solo ed esclusivamente sulla carta d'identità. Il ricambio generazionale deve essere conquistato sul campo attraverso quello che una classe dirigente proiettata verso il futuro riesce a produrre, e qui nel Salento al di là di qualche atteggiamento snobista i Giovani Democratici sono già una realtà".

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