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Xylella, il "no" dell'alleanza dei produttori olivicoli al nuovo decreto del ministro Martina

Giudizio negativo da parte del comitato "Voce dell'ulivo" per l'atto che pone le basi del secondo piano di intervento, affidato al commissario Giuseppe Silletti, atteso nei prossimi giorni. Perplessità anche da parte di Salvatore Capone, deputato del Pd. Una buona notizia: stanziati i fondi per la ricerca a guida italiana

Una foto della manifestazione promossa dal comitato a Lecce.

LECCE – Il nuovo decreto ministeriale sulla questione Xylella fastidiosa scontenta praticamente tutti: il recepimento delle linee indicate a fine aprile in sede europea prefigura numerose eradicazioni e l’utilizzo di erbicidi. Ora si attende il secondo piano operativo del commissario straordinario Giuseppe Silletti per valutare quale sarà il reale impatto sul territorio delle misure individuate per arginare la diffusione del batterio che è ritenuto il patogeno principale del Complesso del disseccamento rapido dell’ulivo.

Perplessità sono state avanzate dal comitato che raduna molti produttori olivicoli, raccolti sotto la sigla “Voce dell’ulivo” ma anche dal deputato del Partito Democratico, Salvatore Capone. Minimo comun denominatore la questione delle eradicazioni. L’articolo 10, del decreto, alla lettera c recita testualmente: “negli oliveti infetti le piante gravemente compromesse devono essere estirpate”, prefigurando così, e cioè in assenza di parametri meglio definiti (che significa gravemente compromessa?) un espianto su larga scala.

Il secondo punto, sul quale si focalizza il commento dell’associazione, riguarda l’utilizzo di sostanze chimiche: “Non siamo assolutamente d'accordo sull'introduzione, come metodo di contenimento, dei trattamenti erbicidi perché rappresenta di fatto lo sdoganamento dei diserbanti quale strumento utile per la lotta indiretta al batterio. Oltre al rischio di abuso nell’utilizzo di erbicidi e dei conseguenti effetti negativi sull’ambiente, nei campi diserbati, l’insetto vettore non avendo più erba per alimentarsi si concentrerà nelle zone non diserbate, provocando l’aumentando indiretto e considerevole dell’intensità e dell’aggressività del patogeno”.

“In provincia di Lecce – spiegano i portavoce del comitato - ci sono circa 2000 patentini attivi necessari per l’utilizzo dei fitofarmaci. Gli addetti al settore olivicolo ne sono in possesso di circa 800, su questi quindi ricade l’onere di distribuire fitofarmaci su 95.000 ettari di uliveto (superfice olivicola della provincia di Lecce). Ciò significa che ogni individuo in possesso di patentino dovrà irrorare 118 ettari di oliveto. Se poi aggiungiamo che esiste l’obbligo di fare quattro interventi, ogni agricoltore autorizzato dovrà irrorare 472 ettari all’anno”.

Da parte sua il parlamentare, già sindaco di San Cesario di Lecce, ha scritto al neo presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano ma anche al ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina. Al primo per ricordare come l’emergenza xylella significhi, sempre più evidentemente, anche la crisi del vivaismo salentino e pugliese e del vitivivaismo idruntino”, con riferimento agli esiti del consiglio comunale monotematico che si è tenuto la settimana scorsa durante il quale si è paventato il crollo di un settore che vale 20 milioni di euro nel quale le aziende salentine, fino all’emergenza, non temevano la concorrenza.

All’esponente del governo di Matteo Renzi, invece, il deputato ha chiesto di tornare nel Salento, dopo una prima visita lampo effettuata ai primi di aprile. L’invito è stato rivolto nella certezza che “la xylella possa rappresentare una occasione se sapremo guardare senza veli alla nostra agricoltura, alle sue enormi potenzialità ma anche alle sue criticità e arretratezze, e credo che su questa via la collaborazione tra Regione e Ministero, se preceduta da una intesa forte, potrà dare esiti molto interessanti anche nella delineazione di nuove politiche per l’agricoltura a partire dall’emergenza”.

Fondi per la ricerca.

Buone notizie, però, arrivano da Bruxelles per quanto concerne i finanziamenti per la ricerca. “L’Unione europea - informano gli eurodeputati del Pd Elena Gentile, Paolo De Castro e Massimo Paolucci - ha stanziato i fondi per la ricerca contro la Xylella: i programmi, che saranno a guida italiana, verranno implementati già entro l’anno. Con il nostro lavoro, e l'impegno positivo del Governo italiano, siamo riusciti a ottenere un primo ed importante risultato”. 

 “Il comitato di programma di Horizon 2020 ha approvato la proposta della Commissione europea – è spiegato in una nota – che prevede il finanziamento del progetto Ponte per 6milioni e 800mila euro per il 2015. Il progetto sarà guidato dal nostro Paese con il Cnr di Bari. Un secondo progetto di ricerca su Horizon 2020 da 5milioni di euro sarà lanciato a inizio 2016. Ora manca solo il via libera definitivo della direzione generale, ma non dovrebbero esserci spiacevoli sorprese”.

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