Referendum contro le trivelle: la Puglia e altre otto regioni pronte a votare le delibere

Dopo l'appuntamento a luglio a Termoli, i governatori di sei regioni si sono ritrovati alla Fiera del Levante. Entro fine mese i rispettivi consigli voteranno un medesimo testo. Si impugna lo "Sblocca Italia" nella parte che riguarda ricerca e sfruttamento

Il faro di Santa Maria di Leuca.

BARI - Nove regioni italiane hanno deciso di impugnare il decreto Sblocca Italia nella parte che riguarda ricerca e sfruttamento e in questo senso delibereranno nei prossimi giorni le rispettive assemblee legislative.

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha incontrato oggi presso la Fiera del Levante i colleghi di Calabria, Basilicata, Molise, Abruzzo e Marche - in quello che è stato il secondo appuntamento dopo il vertice di Termoli del 24 luglio - per concordare l'iter istituzionale di una battaglia che vede le regioni della dorsale adriatica, meno l'Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia, ma anche la Calabria, la Sicilia e la Sardegna schierate contro l'ipotesi di prospezioni in mare alla ricerca di idrocarburi. 

Il ministero dell'Ambiente ha già concesso diverse autorizzazioni, ma sui territori si sta radicando un fronte che non coinvolge solo associazioni ambientaliste - che oggi hanno manifestato all'esterno dello spazio fieristico -, ma anche amministratori locali: il capo di Leuca ne è un esempio. Il governatore pugliese ha spiegato che non si tratta di una rivolta politica contro il governo, ma dell'esercizio delle prerogative regionali in un'ottica di rispetto delle funzioni costituzionali.

Sarà la Basilicata la prima regione a deliberare, già nella seduta di consiglio in programma domani, e poi toccherà sulla base dello stesso testo a Puglia, Marche, Molise, Sardegna e Abruzzo (il 22), la Sicilia il 23, il Veneto il 25 e la Calabria non oltre il 28. Il 9 ottobre, a Pescara, i governatori faranno il punto della situazione dopo l'approvazione delle delibere. 

L’iniziativa odierna è stata vista con soddisfazione dal senatore Dario Stefano, coordinatore di Noi a Sinistra per la Puglia: "Non possiamo che essere al fianco dei presidenti delle Regioni adriatiche che hanno raccolto la piattaforma dei movimenti e delle istituzioni dei propri territori per rivendicare un modello di sviluppo mai più basato su  fonti energetiche inquinanti ed obsolete. Il mare è una risorsa da tutelare e valorizzare”.

Incontro presso la Provincia.

Intanto oggi il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, ha incontrato alcuni sindaci del Capo di Leuca dei comuni rivieraschi, i responsabili delle aree protette ed esperti universitari: si è concordato di redigere un documento unitario da inviare alla Regione Puglia e al ministero dell'Ambiente. 

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"Alla base - ha commentato a margine il presidente - vi è la volontà precisa di questo territorio di impedire ogni depauperamento dei nostri mari e un impoverimento della nostra linea del paesaggio, che certamente è attrattiva unica e incontaminata di questa terra e non ha bisogno di insediamenti invasivi ne' di piattaforme petrolifere, ma bensì di politiche di valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico, un turismo dolce che già sta portando i suoi risultati e i suoi effetti benefici sulla nostra economia, che non ha certamente bisogno delle trivellazioni".

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