Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Nodo primarie nel Pdl, alla fine le "vince" Cariddi

Nell'assemblea di ieri, si consuma la frattura tra Sammarruco e il resto dell'ex AxO: mancano candidato sindaco e metodo ma emergono malesseri, veti incrociati e veleni. Cariddi attende un avversario

L' assemblea-2

OTRANTO - Nessun candidato sindaco e nessun metodo di individuazione del capolista che guiderà Alleanza per Otranto alle prossime amministrative contro Luciano Cariddi: è questo il risultato più immediato della riunione di ieri sera al Green Paradise, dove i simpatizzanti del Pdl e della civica 2007-2011, si erano dati appuntamento per dipanare la ormai annosa questione del candidato e farlo attraverso lo strumento delle primarie. Non solo, perché la lunga serata di passione e di veleni potrebbe aver segnato, ma in negativo, uno spartiacque negli equilibri del vecchio gruppo civico.

Se, infatti, l'obiettivo di utilizzare la consultazione dal basso come metodo ideale per l'individuazione del candidato sindaco, dopo l'evidente stallo a distanza di un anno dai primi annunci, finisce subito in soffitta, l'assemblea, adunata per rimotivare il gruppo e ricompattarlo sganciando il "ticket" dell'impegno diretto di tutte le componenti, si risolve in una frattura improvvisa, che porta a galla malumori sopiti, inespressi e destinati a lasciare il segno.

Il clima sembra disteso all'inizio: la missione della serata è il confronto sul metodo da adottare per la selezione del candidato, visto che la situazione di difficoltà sul nome è sotto gli occhi di tutti. La coordinatrice del Pdl, Francesca Bortone, detta una linea, professandosi a favore delle primarie, valutando il metodo come un'occasione concreta di partecipazione e rilancio della civica "Alleanza per Otranto" e arricchendo la propria posizione, con qualche giudizio critico sulla "monarchia assoluta" messa in campo dall'"uomo solo al comando", ossia Cariddi.

Sulle primarie, si spendono favorevolmente anche i consiglieri comunali, Pierpaolo Tondo e Francesco Bruni, che sottolineano come la scelta non sia avvenuta in altro modo, solo a causa dei "grandi rapporti amicali interni al gruppo". Ma quando la parola passa alla "base", affiora subito una chiara distanza dalla linea dei vertici: chi in maniera diretta, chi con toni più accomodanti rifiutano le primarie e rimandano la decisione a settembre. "Non ci appartengono, sono roba di sinistra" - dice qualcuno. "Generano divisioni insanabili" - fa eco qualcun altro. "Devono trovare l'accordo i due possibili candidati" - si precisa ancora. Il riferimento è ovviamente a Tommaso De Benedetto e a Corrado Sammarruco, indicati alla vigilia come i papabili al posto di candidato sindaco e allo stesso tempo come le due punte in campo per le primarie, con la piena disponibilità del primo ad essere della partita e un latente smarcamento del secondo.

Il più atteso è proprio l'avvocato, che, da tempo, sta manifestando l'intenzione di fare un passo indietro rispetto all'impegno diretto nella competizione amministrativa, sia per ragioni personali, sia per come si sia poi giunti alla decisione di "provare" con le primarie: Sammarruco, infatti, come anche chiarito su queste pagine, si sarebbe atteso una valutazione più attenta al percorso di Alleanza per Otranto e ai suoi risultati, tanto da ritenere opportuna la seconda chance da capolista. Che, però, sarebbe stata rimessa in discussione da giudizi "inopportuni" sulla propria persona, da quelli che, nel suo intervento, non rinuncia a definire gli "scienziati del Pdl".

Il suo intervento apre un dibattito a catena e scopre i malesseri latenti: "Se il progetto del 2007 è ancora valido, non mi sembra ci sia alternativa alla mia ricandidatura - afferma -, ma se è cambiato, e a me sembra che lo sia, occorre trovare un percorso diverso ed un nuovo candidato espressione di questo percorso". Parole chiare, che rivelano lo smarcamento (già annunciato su LeccePrima), ma che non lo sono evidentemente per gli altri uomini forti del Pdl. A partire da Tommaso De Benedetto, che chiede a gran voce "chiarezza", rivolgendosi a Sammarruco: "Se vuoi fare il candidato ad ogni costo, lo devi dire, così come devi essere diretto nel dire che non ti vuoi impegnare. La verità è che ci siamo impallati e da qui non ci si muove se non adottiamo questo metodo".

Nella discussione, emergono due fazioni: chi ritiene che Sammarruco, come confermato da una tradizione otrantina, dovrebbe di diritto essere il candidato anche nel 2012 e chi, invece, arresta questa soluzione definendola "perdente". Leonardo Salzetti chiude le porte ad ogni eventualità di lavoro sottobanco con i "peggiori elementi" fuoriusciti dall'amministrazione Bruni e "oggi allontanatisi da Cariddi". In più aggiunge che il candidato si era già trovato (Sammarruco, ndr), poi qualche "manovratore" ha lavorato per generare instabilità.

Il clima si surriscalda e lo stesso avvocato Sammarruco chiarisce a toni accesi: "Il mio avversario non è Cariddi, ma chiunque fa della politica il raggiungimento di vantaggi personali, con cui non posso e non voglio fare alleanze". Dal pubblico, Bruni gli grida: "Quindi vale anche per Cariddi? Lo devi dire". Pronta la replica: "La mia candidatura in Alleanza per Otranto e il mio impegno in questo percorso dimostrano il mio essere alternativo all'amministrazione Cariddi, ma qui non c'è una contrapposizione personale".

Qualcuno abbandona l'assemblea innervosito, mentre Bruni preme perché si trovi una soluzione in serata: "Rimandare a settembre significa ritrovarsi tra cinquanta giorni ancora con gli stessi problemi e con l'esigenza di riproporre le primarie". La scelta ricade sulla domenica successiva, dove dovrebbero essere sciolte le riserve, ma alla chiusura dell'assemblea il confronto degenera e si palesa una frattura di difficile ricucitura. C'è chi sottolinea che Sammarruco sia stato "equivoco", portando in assemblea una posizione diversa da quella espressa personalmente agli altri consiglieri del gruppo. De Benedetto commenta: "Il malessere c'è ed è emerso. Qui occorre parlare chiaro, altrimenti non se ne esce". Salzetti chiede ai presenti: "Prendiamo atto della decisione di Corrado e andiamo avanti". Mentre qualcuno sussurra sconfortato: "Si sta spezzando il giocattolo".


Sembra paradossale, ma l'assemblea del Pdl sembra risolversi con una svolta tipica del teatro dell'assurdo: l'unico candidato in campo alle prossime amministrative resta proprio "l'uomo solo al comando", Luciano Cariddi. Che, per ora, si aggiudica le primarie, senza neanche il bisogno di prenderne parte.

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