Nomina commissario, Ruggeri in procura. Post di Emiliano: “Anche io indagato”

Dopo l’avviso di garanzia per la vicenda dell’azienda di Chieuti l’assessore regionale non ha risposto al pm di Foggia. Il presidente comunica coinvolgimento: “Paradosso, nomina mai fatta”

BARI - Dopo l’avviso di garanzia notificato ieri all’assessore regionale salentino Salvatore Ruggeri, anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, risulta indagato nella medesima inchiesta avviata dalla procura di Foggia e relativa alla indicazione della nomina (di fatto mai avvenuta in quanto la procedura non si è mai conclusa) del commissario dell'Azienda per i servizi alla persona “Castriota e Corroppoli” di Chieuti. L’accusa ipotizzata nei confronti dell’assessore regionale al Welfare è quella di corruzione e la magistratura foggiana ha notificato un invito a comparire all’esponente politico per chiarire le presunte irregolarità nelle procedure d’ufficio inerenti quella nomina commissariale. “Nei prossimi giorni chiariremo ogni dubbio e l'intera vicenda” hanno fatto sapere i legali di Ruggeri dopo che il segretario dell’Udc si è avvalso della facoltà di non rispondere quando questo pomeriggio si è presentato davanti al pubblico ministero della procura dauna, Marco Gambardella. Sarà presentata dunque una dettagliata memoria difensiva.            

Così come fatto dall’assessore Ruggeri anche il governatore di Puglia, Michele Emiliano, tramite un post sui social network ha comunicato personalmente la notizia del suo coinvolgimento nell’inchiesta. “Ho appreso dall’assessore Ruggeri, destinatario della notifica di un invito a comparire della procura della Repubblica di Foggia, di essere anche io sottoposto ad indagini preliminari. Pur non avendo ricevuto alcuna comunicazione ufficiale, voglio io stesso comunicare la notizia per dovere di trasparenza verso i miei concittadini” scrive Emiliano sul suo profilo facebook.     

“L'accusa consiste nell'avere ricevuto indicazioni politiche da un consigliere regionale per nominare commissario di una Asp una determinata persona” spiega ancora Emiliano, “e ciò nonostante io abbia ritenuto di non accogliere tale indicazione formulatami sin dal febbraio 2019, tanto che nessuna nomina è stata effettuata sino ad oggi. Non ho accolto l'indicazione nominativa ricevuta, avendola ritenuta non pienamente soddisfacente alla luce delle mie prerogative discrezionali. Credo di essere il primo pubblico amministratore chiamato a rispondere per una nomina mai effettuata. Sono dunque chiamato a rispondere di un reato contro la pubblica amministrazione, che prevede la adozione di un atto amministrativo come elemento costitutivo del reato stesso, senza averlo mai adottato nonostante siano passati mesi e mesi dalla indicazione ricevuta”. Per il presidente della Regione i fatti di cui è accusato rientrerebbero invece “nella assoluta normalità con riferimento alle nomine discrezionali dove i consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione normalmente offrono al presidente della giunta indicazioni e suggerimenti data anche la loro conoscenza del territorio. Quel che sinceramente fatico a comprendere” conclude Emiliano, “è come si possa pensare che un reato sia stato commesso rigettando l’indicazione ricevuta. Resta comunque ferma, per principio, la mia fiducia nella giustizia alla quale chiedo celerità negli accertamenti”. Il consigliere regionale salentino di LeU, Ernesto Abaterusso ha espresso la sua fiducia e solidarietà nei confronti di Emiliano e Ruggeri confidando che riusciranno a dimostrare la propria “estraneità ai fatti contestati”.

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Il gruppo dei consiglieri regionali del Movimento Cinque Stelle invece ritiene che sulla vicenda il governatore di Puglia in particolare non possa “limitarsi a fornire spiegazioni con un post su facebook. Emiliano deve venire in Consiglio” ammoniscono i pentastellati, “e fare una volta per tutte chiarezza sulla sua posizione per questa ed altre indagini che lo coinvolgono”.

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