Sgm, nel nuovo Cda entra Gianni Peyla: rimase il solo a difendere il filobus

L'amministrazione comunale ha indicato, insieme a Vincenzo Pensa, l'ex presidente della società e già assessore ai Trasporti. Eliminati i gettoni di presenza, ridotti i compensi: in un anno il risparmio sarà di circa 34mila euro

Gianni Peyla offre pasticciotti nel giorno dell'inaugurazione del filobus.

LECCE – L’assemblea dei soci di Sgm ha proceduto alla nomina del consiglio di amministrazione e del collegio dei sindaci e ha stabilito una riduzione dei compensi per circa 34mila euro in totale. Nel massimo organo di governo della società partecipata al 51 per cento dal Comune di Lecce, per il 40 per cento dalla Igeco srl e per il 9 dalla Fratelli Bertani spa, entrano Gianni Peyla e Vincenzo Pensa in rappresentanza di Palazzo Carafa.  

Per Peyla si tratta di un ritorno nell’azienda che si occupa di parcheggi e trasporto pubblico: dopo aver ricoperto l’incarico di assessore alla Mobilità prese le redini della società che oggi è presieduta da Mino Frasca (anch'egli di Forza Italia), nel bel pieno delle polemiche sul filobus. Il 12 gennaio del 2012, al giro dimostrativo per i cronisti a bordo della linea 29 nel primo giorno di attività, si presentò con una batteria di pasticciotti da offrire a cittadini e personale della Sgm. Un "taglio del nastro" che avvenne, bisogna ricordarlo, nella più totale indifferenza dell’amministrazione: il sindaco Paolo Perrone, che quattro mesi dopo sarebbe stato riconfermato a suon di voti, aveva già preso le distanze dall’opera così discussa in città, fortemente voluta dalla giunta guidata da Adriana Poli Bortone.

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I soci privati invece hanno espresso nel Cda le nomine di Tommaso Ricchiuto, già amministratore delegato, Ilaria Ricchiuto ed Enrico Chirivì. I componenti del cda non percepiranno più il gettone di presenza e gli emolumenti passano da un totale di 116mila euro a 107mila.  Nel Collegio dei Sindaci sono stati invece nominati Umberto Mele – già consigliere comunale -, Giuseppe Evangelista e Sabina De Fusco. A loro verranno corrisposti complessivamente emolumenti per 35mila euro, contro i 60mila destinati al precedente collegio.  Il risparmio totale annuo, dunque, si aggira attorno ai 34mila euro.

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