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“Non è un paese per giovani”. L’amministrazione finisce sotto accusa

I rappresentanti dei Giovani democratici di Copertino attaccano la giunta Rosafio e criticano la gestione amministrativa delle politiche giovanili: “Su molti temi il governo cittadino ha escluso la questione dall’agenda politica”

COPERTINO – “Dal titolo del film Premio oscar dei fratelli Coen Non è un paese per vecchi potremmo parafrasare il titolo per un sequel: ‘Copertino: non è un paese per giovani’”. Usano l’ironia e il cinema per trarre spunto per una riflessione politico-amministrativa sul centro storico i rappresentanti dei Giovani Democratici. Sotto accusa finisce il “dietro-front” dell’amministrazione Rosafio sulle scelte effettuate nell’area con il cambio dei sensi di marcia o il divieto di parcheggio in Piazza del Popolo.

Secondo i Gd di Copertino serve una “seria programmazione” per far diventare il centro storico un vero “salotto cittadino”, incentivando le attività commerciali e i giovani ad investire nell’area attraverso “sgravi” o “esenzioni” su Imu, Tarsu, Cedolare secca sugli affitti, tasse per effettuare le ristrutturazioni degli immobili e per l’occupazione del suolo pubblico.

Per i Gd, bisogna dotare il centro storico delle necessarie strutture di servizio materiali e immateriali, prime tra tutte i parcheggi (magari riutilizzando lo spazio dell’ex Liceo Scientifico) e la rete Wi-fi gratuita; bisogna aggiornare gli strumenti urbanistici, creare contenitori culturali e spazi di aggregazione giovanile: “Troppo spesso – dichiara Cosimo Esposito - si parla di giovani, di politiche giovanili, si dice di dover/voler dar spazio ai giovani, per la maggior parte proclami di una demagogia e di una superficialità tale, che lasciano ben intuire quale sia il reale peso politico delle nuova generazioni in un città che invecchia sia anagraficamente, sia culturalmente giorno dopo giorno”.

Secondo i Giovani Democratici, sul tema delle politiche giovanili, l’amministrazione Rosafio “ha raggiunto il fondo, un punto di non ritorno”, decidendo, in un sol colpo, di eliminarle dall’agenda politica. Oltre all’annosa mancanza di un cinema e di un teatro pubblici (scandaloso per un paese di 25.000 abitanti), la sala civica, dopo anni dalla sua ristrutturazione, manca ancora della necessaria autorizzazione di agibilità, così come il Lug di via Spallanzani, finanziato con fondi regionali, attraverso il progetto “Laboratori urbani”.

C’è poi la querelle sulla biblioteca e il centro “informa giovani e informa lavoro”, fermo da più di un anno dal famoso consiglio comunale monotematico d’inaugurazione. Identico problema per le strutture sportive, a partire dal Palazzetto dello Sport, anch’esso inutilizzabile a causa della mancanza di autorizzazione di agibilità. Per continuare con gli impianti sportivi di Via Spallanzani e della Zona Gelsi, abbandonati in uno stato di degrado.

“In quest’ultimo caso – precisa Esposito -, crediamo che i protocolli d’intesa stipulati tra il Comune le associazioni copertinesi per la gestione di questi impianti dovrebbero essere rivisti quanto prima, per aprire nuovi bandi così come fatto per l’assegnazione del Parco della Grottella. È evidente a tutti che tali associazioni non hanno provveduto a valorizzare questi impianti sportivi così come previsto dai protocolli d’intesa”.

I Gd pongono l’attenzione anche sui pochi spazi verdi, a partire dalla Villa comunale che, “nonostante gli interventi-spot di alcuni amministratori, permane in uno stato di degrado che costringe i bambini copertinesi ad emigrare nei comuni limitrofi per poter utilizzare un’altalena, uno scivolo o un prato verde degni di questo nome”.

“Chiediamo – afferma - all’assessorato alle Politiche giovanili che fine abbia fatto la tanto più e più volte annunciata ‘Carta Giovani’, il cui regolamento risulta essere impanato nelle secche della Commissione statuto e regolamenti dell’amministrazione comunale”.

Non manca tra i riferimenti negativi la cosiddetta “ordinanza anti-movida”, che impedirebbe l’organizzazione di eventi sia all’interno che all’esterno dei locali pubblici commerciali. Per tutti questi motivi, i Gd di Copertino mettono al centro del dibattito politico la questione generazionale e giovanile.

Ed assicurano un’attività di ricerca e formazione, di aggregazione e progettazione, per non limitarsi a dire ciò che non va, ma per passare concretamente a ciò che dovrebbe essere, così da diventare “protagonisti di una nuova stagione non solo di proposte, ma anche d’azione che possa andare oltre l’incapacità della classe politica del centro destra e permetta ai giovani copertinesi di riappropriassi della loro vita. A partire da subito”.

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