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In foto: i sindacalisti nell'assemblea dei dottori commercialisti a Lecce

In foto: i sindacalisti nell'assemblea dei dottori commercialisti a Lecce

"Non pagheremo le nostre tasse": scioperano anche i commercialisti

I professionisti hanno deciso di astenersi anche dalle udienze in Commissione tributaria: "La violazione dei diritti dei contribuenti è un problema di tutti"

Lecce – Mal di pancia tra i commercialisti leccesi. Anche questa categoria di professionisti, al pari di molti altri lavoratori, ha deciso di scioperare. Ed è la prima volta in assoluto, sintomo “della gravità di una situazione che si trascina da anni”.

Oggi le sigle Aidc, Unagraco, Ungdec si sono riunite presso l'hotel Tiziano di Lecce per fare il punto della situazione e tirare le somme di una protesta strisciante, che però ora i professionisti vogliono fare uscire allo scoperto.

Il bersaglio è il ministero dell'Economia e le ragioni, alla base, di natura prettamente economica. Anzi, tributaria. Ma questo, come ha sottolineato Daniel Cannoletta, presidente provinciale Aidc Lecce, “è un problema che riguarda tutti i contribuenti e non solo la categoria che funge da tramite per aiutare i cittadini a districarsi tra tutte le novità sulla materia”.

“Assistiamo, da tempo, ad una sistematica violazione dei diritti dei contribuenti – ha puntualizzato Cannolletta -: il legislatore procede in direzione contraria rispetto ai processi di semplificazione avviati con la digitalizzazione. Lo scopo sembra essere quello di aumentare soltanto il gettito dell'Erario”.

Per far comprendere la situazione, il presidente ha posto un esempio: “La fattura fiscale, introdotta apparentemente per snellire la burocrazia, in realtà servirà ad aumentare le entrate dello Stato. Anche l'Isa è stato introdotto ora per ora, e noi navighiamo a vista: rischiamo di arrivare al 30 settembre, termine ultimo per pagare le tasse, senza essere completamente preparati nell'uso di questo strumento”.

Riassumendo, quindi, le rivendicazioni vanno dal mancato rispetto dello Statuto dei diritti del contribuente, al “caos” creato con gli indici sintetici di affidabilità (Isa) fino al mancato accoglimento della richiesta di disapplicazione degli stessi indici per l’anno 2018 o, in subordine, la possibilità di renderli facoltativi.

A questo elenco va aggiunta “la mancata semplificazione degli adempimenti, da tempo promessa da tutte le forze politiche, ma mai concretamente attuata”.

Lo sciopero si articolerà in due fasi: il 30 settembre i dottori hanno annunciato che non intendono pagare le loro tasse personali; per 8 giorni, fino al 7 ottobre quindi, si asterranno dalle udienze in Commissione tributaria, appoggiati anche da molti avvocati tributaristi.

“Prendete in seria considerazione il disagio nostro e dei contribuenti che rappresentiamo”, è l'appello lanciato dai sindacalisti che intendono trovare una sponda nel ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri, sperando di avviare insieme a lui una fase di concertazione: "Ogni nuova norma in materia tributaria dovrà essere concertata con le rappresentanze di categoria, così come avviene normalmente per ogni altra relazione industriale o sociale”.

Sul banco degli imputati è finito l'intero esecutivo che, “con il suo silenzio si assume la responsabilità politica della violazione dei diritti del contribuente insita nella modalità di introduzione dello strumento degli Isa e, più in generale, nella gestione attuale dei rapporti tra erario e contribuente”.

“Non possiamo ulteriormente prestarci ad essere considerati mero strumento di riscossione quando si palesa l’esigenza di incremento del gettito tributario – hanno precisato i sindacalisti – e rivendichiamo un ruolo attivo nella costruzione di un nuovo contesto normativo tributario”.

In buona sostanza, sono due le proposte emerse dall'assemblea: una vera attuazione dello Statuto del contribuente, con relativi poteri ai garanti di inibire l’applicazione di "norme vessatorie"; la realizzazione di un leale rapporto tra Stato e professionisti esperti e qualificati.

I commercialisti, supportati dalle sigle sindacali e dal Consiglio nazionale, promettono battaglia ed hanno annunciato di non essere disposti ad accettare “incontri puramente formali né misure palliative”.

All'assemblea di oggi a Lecce sono intervenuti: Giovanni Santoro, consigliere nazionale Aidc; Davide De Giorgi, consigliere nazionale Unagraco; Maurizio Renna, presidente nazionale probiviri Ungdcec; Daniel Cannoletta, presidente provinciale Aidc Lecce; Gianluca Romano, presidente Unagraco Lecce e Nadia Gala, presidente Ugdcec di Lecce.

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