Anpi ringrazia i manifestanti pacifici. Regione Salento: “Violenti sono intoccabili”

L'associazione nazionale dei partigiani definisce balordi gli autori degli atti vandalici ma "sente vergogna" per gli esponenti politici che hanno legittimato il raduno di CasaPound. Mrs: "Film già visto, nessuno ha colpe ma pagheranno i cittadini"

Alcuni partecipanti al presidio che l'Anpi ha tenuto per tre giorni a Porta Napoli.

LECCE – L’Associazione nazionale partigiani d’Italia condanna gli atti vandalici compiuti da pochi individui nel corso del corteo (al quale Anpi non ha partecipato) contro il raduno di CasaPound ma allo stesso tempo condanna gli amministratori e gli esponenti politici che, in varie forme, hanno deciso di sostenere la manifestazione del movimento di estrema destra.

“La nostra presenza sotto l’Arco della ex Porta di San Giusto – è scritto in una nota - ha voluto testimoniare che esiste una Lecce ed una provincia antifasciste, che non accettano di subire supinamente la presenza di nazifascisti in una terra dove circa 300 partigiani e donne staffette hanno sacrificato la loro vita per abbattere la dittatura mussoliniana e per la libertà, la democrazia e la pace; dove circa 10mila salentini, per lo più soldati, carabinieri, finanzieri, avieri, marinai, che operavano nel Nord Italia spesso come semplici reclute, furono catturati dalle Ss e dai repubblichini e reclusi nei campi di lavoro e di sterminio in Germania, da dove molti di loro non tornarono più. Una provincia, la nostra, dove si registra il primo caduto per la libertà di tutta la Resistenza partigiana, il soldato Ludovico Patrizi, di Cursi, morto per mano nazifascista il 9 settembre 1943 a Ponte Decimo di Genova. Per non dire poi degli oltre 230 tra patrioti, partigiani e staffette e gli oltre 500 deportati nei lager nazisti della stessa Lecce. E non va dimenticato che il capoluogo salentino, nella lotta antinazifascista, ha contribuito con la vita di più di 25 suoi martiri, caduti alle Fosse Ardeatine e sui vari fronti della Resistenza”.

“Sentiamo vergogna – prosegue il comitato leccese - per quei politici e amministratori che si sono prestati a supportare gli squadristi. La Poli Bortone ha ritenuto di andare a colloquiare con un tale figuro che fino a ieri l’apostrofava come antitaliano; così come Saverio Congedo, che è andato a sedersi accanto ai nazisti di CasaPound, noti in Italia per il loro attaccamento agli ideali di morte dei mussoliniani-hitleriani; così ha fatto pure la D’Antini Solero, della quale non conosciamo quale sia il suo tasso di attaccamento alla libertà e alla democrazia, valori conquistati col sangue (anche salentino) dei Partigiani nel 1943-45 e dei quali la signora oggi gode.

“Certo – e qui si viene agli episodi di tensione e inciviltà -, anche noi siamo dispiaciuti per gli atti vandalici compiuti (precisiamo sempre però da qualche balordo/i e da molto tempo conosciamo la tipologia di tali individui che non abbiamo mai supportato) nei confronti della città. Tuttavia, al sindaco di Lecce, diciamo pure che egli non può permettersi di confondere quel tale balordo, che sabato 6 settembre se n’è andato in giro lungo il percorso del corteo con dei grossi petardi e con dei pennarelli neri, con un’intera manifestazione che ha visto coinvolte più di 700 persone. Tra quei manifestanti c’erano molti salentini e pure tanti leccesi, che si sono accodati al corteo per puro spirito partecipativo e per quel loro innato senso antifascista che li pervade”.

Regione Salento: “Violenti intoccabili e protetti”

“All’indomani dello spettacolo indecoroso al quale leccesi e turisti hanno assistito, ora arrivano le dichiarazioni ufficiali da parte della politica. Come un film già visto assistiamo al solito canovaccio, alle solite dichiarazioni di facciata, dove nessuno ha colpe e nessuno se ne assume la responsabilità e come sempre accade a farne le spese siamo noi incolpevoli cittadini”.

“L’amministrazione pretende le scuse (che non arrivano) dalla sinistra, che anzi stigmatizzando l'accaduto come purtroppo avviene sempre, dichiara che nel corteo vi erano poche decine di facinorosi che tra l’altro venivano da fuori città e che il corteo era formato per lo più da brava gente. Parole già sentite, questo copione lo conosciamo a memoria noi cittadini, ma tant’è che il conto lo dobbiamo pagare noi”.

“Già da tempo il Mrs lamentava l'affissione di alcune locandine che inneggiano alla violenza, contro lo Stato, contro le forze dell’ordine, contro i marò e contro tutto il sistema, Chiesa compresa:  già da tempo sono apparse scritte spray non solo sui muri dei palazzi del centro storico, ma in ogni angolo della città e in particolare in zona San Pio. È ora di intervenire per fare in modo che in futuro qualsiasi manifestazione si possa svolgere in modo davvero democratico e civile, dove ognuno possa liberamente manifestare le proprie idee senza per questo usare bombe carta o bombolette spray.

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“Tra l’altro – conclude Imperato - gli autori di questo scempio hanno lasciato la firma e non sarebbe difficile individuarli e identificarli e fargli pagare il conto. Ma anche questo sappiamo non accade perché dietro lo slogan dell'antifascismo si rendono intoccabili politicamente e socialmente protetti”.

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