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In foto: la protesta davanti Palazzo Carafa

In foto: la protesta davanti Palazzo Carafa

Nulla di fatto per le lavoratrici dell'Ambito: l'assemblea diventa permanente

I sindacati hanno incontrato il sindaco Salvemini e l'assessore Miglietta. Interesseranno la Regione della vertenza, ma prima di tutto chiedono la proroga tecnica dei contratti in scadenza

LECCE – La vertenza degli operatori dell'Ambito sociale di Lecce anche oggi si è conclusa con un nulla di fatto. E lo stato d'agitazione proclamato da Fp- Cgil, Cisl-Fp e Uil -Fpl è diventato permamente, così come l'assemblea dei lavoratori iniziata questa mattina davanti a Palazzo Carafa e proseguita davanti alla sede leccese dell'Ambito.

Il problema, come noto, è relativo alla mancata proroga dei contratti dei lavoratori che mette a repentaglio anche i servizi sociali, destinati ai cittadini più fragili. A rischio immediato si contano 11 posti di lavoro che potrebbero diventare 35 nel mese di giugno. Ad oggi sono scaduti già i primi due contratti, uno il 31 dicembre e uno il 4 gennaio, e per gli altri 9 rimangono pochi giorni di tempo.

I sindacalisti nel corso della mattinata hanno incontrato il sindaco Carlo Salvemini e l'assessore ai Servizi sociali, Silvia Miglietta. Dalla riunione è emersa l'ipotesi di costituire un Consorzio e la volontà di interessare la Regione Puglia della vertenza, in modo da ottenere una soluzione politica al problema dei licenziamenti.

Ma i sindacati tengono il punto e insistono sull'urgenza della proroga tecnica, come ribadisce Dario Cagnazzo di Fp – Uil: “A noi interessa la scandenza dei contratti e solo successivamente siamo disposti a sederci intorno al tavolo per trovare altre soluzioni, tenendo conto delle nuove normative che congelano i licenziamenti durante la pandemia. I lavoratori, peraltro, hanno diritto ad essere stabilizzati perché in molti hanno maturato i 36 mesi previsti dalla legge Madia, proprio come nel comparto della sanità”.

“Il secondo problema da affrontare è quello di garantire servizi essenziali ai cittadini più fragili. A titolo di esempio: ormai è scaduto il contratto dell'operatore che si occupava delle pratiche per il reddito di cittadinanza, adesso chi se ne occuperà?”, conclude Cagnazzo.

Sulla stessa lunghezza d'onda è Fabio Orsini di Cisl – Fp Lecce: “Questa è una vertenza delicata e importante che riguarda lavoratori che hanno diritto ad essere stabilizzati, ma non solo. Le ricadute negative si avranno anche sulla collettività. Siamo preoccupati e per questo denunciamo la possibile interruzione di servizi pubblici importanti per i cittadini bisognosi. La politica deve trovare una soluzione ed esistono anche gli strumenti tecnici per poterlo fare. Interesseremo anche la Regione perché questa è una battaglia che coinvolge tutta la provincia di Lecce”.

“È necessario superare lo stallo in cui si è bloccato l'Ambito di Lecce e i 10 Comuni coinvolti – aggiunge Fiorella Fischetti di Fp Cgil -. Questo significa mettere a rischio i posti di lavoro e quei servizi di welfare che in questa emergenza sono necessari, e che il territorio non può permettersi di perdere. È inaccettabile che, dopo anni di precariato, queste persone non vengano stabilizzate. I precari, lo ricordiamo, svolgono funzioni essenziali: sono professionisti, assistenti sociali, mediatori, educatori che dall'oggi al domani rischiano di trovarsi a casa”.

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