Domenica, 1 Agosto 2021
Politica

Una nuova carta con solo 36 province: parola di Società geografica italiana

Uno studio di lunga data ha spinto l'ente morale, che raccoglie gli specialisti in materia, a redigere una nuova mappa, presentata nel corso di un workshop sul riordino territoriale dello Stato. Soddisfazione del Movimento Regione Salento

LECCE – La Società geografica italiana ha reso noto, nel corso di un workshop sul riordino territoriale dello Stato tenuto l’8 marzo, una nuova mappa amministrativa dell’Italia (nella foto a destra) che cancella i confini regionali e quelli provinciali per far posto a 36 nuove entità territoriali tracciate sulla base delle realtà urbane contigue.

La proposta della Sgi si inserisce su un solco iniziato circa 40 anni addietro, grazie al contributo degli esperti che si interessavano di pianificazione territoriale. “In sostanza – viene spiegato nel comunicato stampa riportato integralmente sul sito della società - gli assetti delineati sono stati tracciati a partire dalle reti infrastrutturali (legate alla mobilità, ai trasporti e alle comunicazioni), presenti sul territorio o in avanzata fase progettuale incrociate con le interazioni tra l’ambiente e la società secondo un modello geografico in progressiva evoluzione".

carta_italia-2"La proposta aperta alla riflessione politica e alla partecipazione pubblica tenta di fornire una strumentazione in grado di sostenere i processi di innovazione territoriale. La logica seguita è stata quella della potenzialità organizzativa e decisionale delle singole città e del sistema che lo costituiscono: in tale prospettiva sistemica, la Società Geografica ha evitato di definire le gerarchie interne alle singole realtà territoriali, non individuando in questa fase progettuale una città egemone sulle altre. Le linee confinarie, inoltre, sono state tracciate prescindendo dall’attuale configurazione regionale”.

Lo studio della Sgi è stato accolto con entusiasmo dal Movimento Regione Salento: “Questo porta nella direzione di un neoregionalismo di prospettiva europea e di respiro modernista. Guardando all'Europa, solo in Italia esistono quattro livelli di governo: Stato, Regioni, Province e Comuni”.

“Il bisogno è ormai inderogabile. Regioni con Statuti leggeri e improntati alla massima efficacia, che valorizzino l’identità senza svilire il patrimonio unitario nazionale, ma solo per gestire meglio le competenze  e le attribuzioni devolute dallo Stato. Regioni omogenee che sfruttino al meglio il federalismo fiscale, funzionale e in grado di produrre un risparmio sulla spesa pubblica del 50 per cento. I tempi sono maturi ormai per una coraggiosa presa di posizione sul sistema statale senza pregiudizi e steccati”.

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