Politica Santa Cesarea Terme

Nuovo centro termale: guerra di numeri e responsabilità

Santa Cesarea Terme: è scontro tra il cda delle terme e l'amministrazione comunale sul Nct. Per il sindaco Cretì, il presidente Serra deve rendere conto di una gestione giudicata "fallimentare"

Il sindaco di Santa Cesarea.

SANTA CESAREA TERME - A Santa Cesarea Terme è scontro politico, dopo che martedì scorso è apparso sui muri del paese un manifesto a firma del presidente delle "Terme di Santa Cesarea s.p.a.", sulla gestione della struttura e sull'idea di rilancio della stessa. Il primo cittadino, Daniele Cretì, parla apertamente di "falsità", sottolineando come atti e delibere possano dimostrare quale sia la verità dei fatti.

"Nel 2005 - ricorda Cretì - la Regione d'intesa col Comune elaborava un progetto di rilancio dell'attività turistica termale che prevedeva la concessione in uso del N.c.t. alla Terme s.p.a. che, nel contempo, assumeva l'obbligo di completarlo e metterlo in funzione. L'accordo prevedeva un investimento di 17.000.000 di euro così articolato: un aumento di capitale di 6.000.000 di euro (3.000.000 a carico del comune e 3.000.000 a carico della regione), finanziamento del Ministero delle attività Produttive di 5.000.000 di euro, e 6.000.000 con un mutuo da accendersi a carico della società".

In data 27 marzo 2006, secondo la ricostruzione offerta dal sindaco, Giovanni Pellegrino, amministratore unico della società termale, sottoscriveva il contratto di programma che prevedeva la realizzazione del piano degli investimenti, in esecuzione degli impegni assunti dalla Regione e dal Comune. In data 28 dicembre 2006, il comune versava nelle casse della società la somma di 704.635,66 euro a titolo di acconto dell'aumento di capitale sottoscritto in data 10 ottobre 2005. Nel 2007, la società Terme s.p.a. effettuava il bando di gara per l'affidamento dei lavori di ristrutturazione e riqualificazione del N.c.t. per un importo complessivo di euro 10.838.139,18 e con delibera del 27 marzo 2007 il C.d.a. decideva l'aggiudicazione definitiva dei lavori. Una serie di ricorsi al Tar da parte delle ditte escluse e l'intervento della Procura della Repubblica, tra il 2007 ed il 2008, avrebbero fatto desistere la società termale dal dare inizio ai lavori sul N.c.t, prima che, nel settembre 2008, la Magistratura dissequestrasse la struttura riconsegnandola alla società Terme s.p.a.

Lo scontro tra comune e cda della struttura si consuma sulle effettive responsabilità delle parti nei rallentamenti che non hanno permesso l'intervento sul Nuovo centro termale: Cretì sottolinea come più volte il comune abbia sollecitato il presidente Serra "a rispettare gli impegni assunti chiedendo di dare esecuzione ai lavori sul Nuovo Centro Termale", mentre quest'ultimo, nel manifesto a sua firma, evidenzi che i ritardi non sono attribuibili alla Regione, ma solo al comune di Santa Cesarea.

"La mia azione amministrativa è stata - precisa Cretì -, è, e sarà sempre improntata esclusivamente alla difesa ed alla tutela degli interessi di tutta la comunità. Ben vengano nuovi finanziamenti da Area Vasta, che sono di competenza della Regione attualmente ancora di sinistra; perciò farebbe bene il presidente delle Terme, ad attivarsi presso l'amico d'infanzia Presidente Vendola (che non si è mai degnato di rispondere alle istanze e richieste formali del sottoscritto) per ottenere i tanto decantati finanziamenti, viste le continue lagnanze sulla esiguità delle risorse a disposizione della società: forse che le Terme s.p.a. hanno già sperperato i circa 6.000.000 di euro incassati dall'aumento di capitale di Regione e Comune?"

Cretì contesta al presidente Serra anche l'appunto su una serie di atti del 2008 riguardanti la rinuncia all'Accordo di Programma, definendolo "Finto smemorato", in quanto il 2 dicembre 2008 "egli medesimo deliberava l'atto di diffida nei confronti del Comune per il versamento dei restanti decimi dell'aumento di capitale, assumendo a presupposto la nota a sua firma, con cui la società ribadiva al Ministero dello Sviluppo Economico la propria intenzione di rimanere negli accordi di Programma".

Cretì evidenzia come siano tre le gestioni sotto la presidenza Serra, che "si chiuderanno in perdita": "Credo che almeno su questo - afferma - concorderà con me il presidente che ciò non è addebitabile al comune ma alla disastrosa gestione della società per la quale 'qualcuno' dovrà sicuramente rendere conto".

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