Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Nuovo "Fazzi", lavori fermi: Ugo Lisi interroga il ministero della Sanità

Il deputato del Pdl ha inviato una nota al ministro della Salute, Renato Balduzzi chiedendo un intervento di verifica. Fra esposti e sentenze, la realizzazione delle opere è ferma da anni, nonostante i finanziamenti già resi

 

ROMA – Dopo Rocco Palese, capogruppo del Pdl alla Regione, che sull’argomento ha inoltrato un’interrogazione all’assessore  alla Sanità, Ettore Attolini, la questione dell’ospedale fantasma, il nuovo “Vito Fazzi” di Lecce, i cui lavori sono fermi, approda a Roma. Il parlamentare del centrodestra, Ugo Lisi, infatti, ha posto la questione sul tavolo del ministro della Salute, Renato Balduzzi. Lisi rimarca, come già Palese, il fatto che si tratta di “una struttura sanitaria necessaria per garantire adeguati livelli di assistenza ai leccesi e ai salentini”, ma lamenta che “i lavori, nonostante siano stati finanziati con una cifra di circa 117 milioni di euro nell’anno 2007, ancora non hanno preso il via”.

Il nuovo complesso ospedaliero all’interno del “Vito Fazzi” di Lecce, è un progetto che prevede la realizzazione di dodici nuove sale operatorie e 490 posti letto. “Ad oggi, ripeto, la sua costruzione ancora non ha preso il via e, a quanto si apprende dagli organi di informazione, questo ritardo sarebbe dovuto ad una serie di contenziosi amministrativi, diffide all’Asl, procedure di aggiudicazione illegittime e mancata verifica della veridicità dei documenti presentati in sede di gara”, aggiunge Lisi.

“Per questi motivi, nei giorni scorsi, insieme ad altri colleghi, ho presentato un’interrogazione al ministro della Salute, per chiedere se non ritenga giusto attivare ogni strumento utile a verificare se tutto ciò corrisponda al vero”. Ma non solo. Al titolare del dicastero, Lisi ha domandato, soprattutto, “se non si senta in dovere di intervenire per mettere in atto ogni azione utile ad individuare responsabili e responsabilità creando così le condizioni necessarie alla realizzazione di quest’opera vitale per i cittadini”.

La vicenda è particolarmente tortuosa. Nel 2009, infatti, l’Asl di Lecce ha affidato la progettazione all'Università del Salento con una procedura dichiarata illegittima del Tar nel febbraio 2010. La gara bandita dall’Asl per la realizzazione, è stata vinta dall'azienda Cobar di Altamura. In seguito al ricorso presentato da seconda e terza classificata, Ccc e Matarrese Spa, Tar e Consiglio di Stato hanno stabilito, a fine 2011, che la Cobar, andasse esclusa, per l'offerta giunta in ritardo.

In seguito a queste sentenze, l’Asl ha deciso di scorrere la graduatoria, affidando l'appalto alla Ccc sulla base di un'offerta che propone un ribasso del 36 per cento sulla base d'asta di 95 milioni di euro. L’aggiudicazione alla Ccc è stata contestata dalla Matarrese Spa che ha inviato esposti a diffide al direttore generale dell’Asl di Lecce e all'assessore regionale alla Sanità, sostenendo che i ribassi nelle forniture previsti dai preventivi presentati dalla Ccc e grazie ai quali la Ccc si sarebbe aggiudicata l'appalto, sarebbero falsi, chiedendo all’Asl la revoca dell'aggiudicazione dell'appalto e la verifica di tutta la documentazione allegata all'offerta della Ccc.

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