Domenica, 13 Giugno 2021
Politica

"Nuovo polo", Fini indica la strada. In platea c'è anche Emiliano

Il presidente della Camera è stato nel capoluogo salentino. Adriana Poli Bortone, in prima fila, è oramai ad un passo dalla candidatura ma si attende che il Pdl consumi un infuocato congresso provinciale

Gianfranco Fini

LECCE - Adriana Poli Bortone nicchia ai microfoni, morde diplomaticamente il freno, ma si capisce che la sua candidatura a sindaco di Lecce non è solo un tatticismo per indispettire Paolo Perrone. Una conferma, seppur non esplicita, è arrivata oggi dalla convention di Futuro e Libertà che per la terza volta in un anno e mezzo ha accolto il presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini. Da parte del leader nazionale della formazione che ambisce a diventare un soggetto politico  radicato sul territorio e innovativo dal punto di vista della proposta politica, nessuna investitura ufficiale e diretta ma, se le parole hanno un peso, quel riferimento alle precedenti vittorie elettorali della senatrice non può essere stato casuale. Con fair play molto istituzionale, Fini ha comunque rimesso ai vertici locali del partito la decisione finale.

A questo punto è probabile che il Terzo polo esca allo scoperto la prossima settimana, anche perchè al termine di questa è previsto un infuocato congresso provinciale del Pdl nel quale l'area che fa riferimento a Raffaele Fitto proverà a mettere in riga il gruppo di Alfredo Mantovano, che ha rotto gli indugi candidando Saverio Congedo al ruolo di coordinatore provinciale contro Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce. C'è poi da ottenere il via libera definitivo dall'Udc, il vero pilastro - in termini di consenso - di quello che Fini ha definito il Nuovo polo, sperando di archiviare così quel "terzo che fa sempre pensare al gradino più basso del podio". E via agli applausi della folta platea. 

Legge elettorale, mercato del lavoro, riforme istituzionali, contenimento dei costi degli apparati. Il presidente della Camera spazia a 360 gradi su temi dell'attualità politica nazionale, non lasciando spazi a incursioni localistiche. E per ascoltarlo si è scomodato Michele Emiliano, sindaco di Bari e presidente regionale del Partito democratico. In agenda non c'era alcun incontro ufficiale con Loredana Capone (anche se a margine della convention di Fli, pare che il sindaco di Bari abbia convocato in un bar cittadino gli esponenti dell'area che a lui fa riferimento e la candidata a sindaco di Lecce), nè con i vertici locali del partito di Bersani. Nella sua città governa anche con i voti dei moderati e, del resto, non ha mai fatto mistero, tanto più ultimamente, di voler superare  i tradizionali steccati per cercare nuove sintonie politiche. Concetti che gli sono costati una mezza sollevazione interna.

Qualcosa di molto simile - sulle convergenze parallele - l'ha detta anche Fini quando ha parlato della condivisione di alcune analisi su questioni molto delicate: la necessità, ad esempio, di passare dalla centralità del licenziamento come parola chiave del dibattito sull'occupazione alle modalità per agevolare le nuove assunzioni. E rispetto all'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, se da una parte ha ribadito l'intangibilità per chi ha già un contratto stabile, dall'altra si è detto disponibile a discutere da altre prospettive sulle nuove assunzioni. E, non a caso, ha citato le posizioni piuttosto avanzate, in materia, del senatore Pietro Ichino del Pd - costretto a vivere sotto scorta perchè considerato un potenziale bersaglio del terrorismo di estrema sinistra. 

Il pomeriggio leccese di Gianfranco Fini ha incuriosito anche alcuni esponenti della vita politica cittadina, come Paolo Pagliaro e Gigi Rizzo, ma non i rappresentanti del governo cittadino o altri esponenti del Pdl. E sul confronto tra presenze e assenze registrate oggi si possono costruire nuove geometrie politiche a baricentro variabile.

 

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