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Porto di Otranto, l'iter burocratico alle battute finali: ok di Condotte d'acqua

Entro domani sarà inviato l’ultimo atto mancante, la Soa, e nel giro di pochi giorni la Regione rilascerà la concessione

BARI - Potrebbe essere stato fondamentale l’esito dell’audizione in V Commissione, presieduta da Paolo Campo e richiesta da Fabiano Amati sullo stato dell’arte per la realizzazione del nuovo porto di Otranto. La struttura commissariale di Condotte d’Acqua ha assicurato che entro le prossime ore, massimo domattina, sarà trasmesso alla Regione l’atto di avvalimento con Fincantieri, l’ultimo documento mancante per procedere alla sottoscrizione dell’atto di concessione per poi avviare la cantierizzazione dei lavori che dovranno concludersi nei successivi 36 mesi.

Con questo impegno (l'atto di avvalimento attesta il requisito di qualificazione che la Regione ha espressamente richiesto) ed acclarata la solidità di Condotte mediante la documentazione riferita alla capacità economico finanziaria della società, si avvia a conclusione la lunga fase di gestazione propedeutica alla realizzazione del nuovo approdo diportistico. Complici le vicissitudini della società capitolina, l’avvio dei lavori è ormai prossimo, con l’impegno di definire uno stringente cronoprogramma per giungere alla cantierizzazione da cui decorreranno i tre anni entro cui il porto di Otranto entrerà a pieno diritto nella rete infrastrutturale.

“Condotte d’acqua Spa conferma l’interesse alla realizzazione del nuovo porto di Otranto e si dichiara pronta a cominciare i lavori. Entro domani sarà inviato l’ultimo atto mancante, la Soa, e nel giro di pochi giorni la Regione rilascerà la concessione”. La notizia, che ha sostanzialmente il crisma dell’ufficialità, arriva oggi dal presidente della Commissione regionale Bilancio e programmazione, Fabiano Amati. Il commento, a margine dell’audizione svoltasi in V Commissione con la società stessa, il Comune di Otranto e il direttore di Dipartimento bilancio. 

“Sino a qualche giorno fa si parlava dell’abbandono dell’importante programma, che avrebbe rappresentato un grave danno per l’economia turistica pugliese”, sottolinea Amati. “Oggi invece il tempo si è messo al bello e dal dialogo tra il rappresentante della società, Giovanni Bruno, e il direttore del Dipartimento bilancio, Angelosante Albanese, è venuto l’impegno per un cronoprogramma rapidissimo”. 

Entro domani mattina, dunque, secondo quando comunica Amati, Condotte d’acqua dovrebbe presentare la certificazione Soa (Società organismo di attestazione), con la Regione si è impegnata a sua volta a rilasciare la concessione in tempi molto stretti. “A quel punto, scontati i tempi di legge, potranno avviarsi i lavori per poi concludersi entro 36 mesi dall’avvio”, conclude Amati.

“Abbiamo appreso con piacere, nell’audizione sullo stato del progetto del nuovo porto di Otranto, che manca solo la certificazione Soa perché la Regione rilasci la concessione alla società appaltatrice dei lavori”, dichiara il consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani. “Dunque, se non dovessero esserci altri intoppi burocratici, il progetto potrà vedere la messa in cantiere nel giro di pochi mesi e la definitiva realizzazione entro quattro anni. Un risultato agognato, che darebbe finalmente un approdo adeguato a diportisti e croceristi, valorizzando una delle mete più affascinanti del Salento”.

“In attesa di questo traguardo a medio termine, ce n’è un altro più impellente che va assicurato – aggiunge Pagliaro -: salvare l’imminente stagione turistica otrantina, consentendo il dragaggio del porto vecchio e il conseguente montaggio dei quattro pontili permanenti che dovranno sostituire quelli galleggianti stagionali, per renderli compatibili con le bellezze monumentali dell’area. Anche qui, lo stallo è dovuto a problemi burocratici. Ed è per questo che ho presentato un’interrogazione urgente, diretta all’assessora all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio, per chiedere conto di questa mancata semplificazione amministrativa ma soprattutto per sollecitare entro fine marzo il rilascio della Via, senza la quale non possono partire i lavori”.

“Possibile che, a distanza di tre anni dall’entrata in vigore del nuovo Testo unico ambientale – si chiede Pagliaro -, la normativa regionale non sia stata ancora adeguata, e tutto resti fermo in attesa di un’autorizzazione? Nel nuovo testo nazionale, a giusta ragione, non è più prevista la Via per questo tipo di opere nei porti, perché richiede tempi e procedure incompatibili con l’urgenza di dover garantire la continua fruibilità di queste infrastrutture”.

“Visto che l’esame della documentazione integrativa richiesta al Comune di Otranto è stata fissata per il prossimo 10 marzo, considerati i tempi necessari per le gare d’appalto, le operazioni di dragaggio e il montaggio dei pontili fissi, si arriverebbe a fine estate, bruciando di fatto la prossima stagione turistica. E questo è inaccettabile. Si stringano dunque i tempi per consentire agli operatori turistici di Otranto, e all’intera economia della città, di riprendere fiato dopo la batosta della pandemia. Dal via libera della Regione dipende il futuro dell’economia otrantina”, conclude.

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