Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

“Nuovo” ricorso contro la Maglie-Leuca. La contesa legale si sposta a Bari

Tredici proprietari dei terreni espropriati per il raddoppio riformulano le tesi già bocciate dal tribunale amministrativo leccese e si affidano ai giudici baresi. Continua la battaglia dei ricorsi sul miglioramento della 275

CASTRIGNANO DEL CAPO – La parola “fine” sulla battaglia legale inerente il raddoppio della Maglie-Leuca non è stata ancora scritta. Nonostante le espressioni di merito dei giudici amministrativi a più livelli e l’ultima bocciatura, ad aprile, del ricorso dei proprietari dei terreni espropriati nell’area interessata dai futuri lavori, da parte della prima sezione del Tar di Lecce, arriva un “nuovo” ricorso.

In verità, la parola “nuovo” appare un po’ forzata, in quanto si tratta più o meno dello stesso precedente ricorso, respinto dal Tar, ripresentato dai tredici proprietari dei terreni. Cosa cambia allora? La “sostanza” della diversità rispetto al passato sta nell’organo competente chiamato ad esprimersi sul procedimento, in quanto i ricorrenti, questa volta, riformulando le proprie tesi, si sono rivolti al Tar regionale di Bari.

Come è facile ricordare, il ricorso bocciato poneva delle critiche all’iter e alla legittimità degli atti amministrativi riguardanti il raddoppio. Nella discussione del 25 gennaio, l'avvocato Pietro Quinto, in rappresentanza della Provincia di Lecce, aveva eccepito la carenza di interesse dei proprietari dei terreni interessati dalla realizzazione dell'opera a contestare le modalità di affidamento dell'incarico di progettazione, nonché la tardività dell'impugnazione avverso i successivi atti del Cipe e dell'Anas di approvazione del progetto definitivo e della rimodulazione della parte finale tra San Dana e Leuca.

Il tratto modificato, infatti, secondo quanto evidenziato nel contesto della discussione dinanzi al collegio giudicava, non interessava la proprietà dei ricorrenti, in quanto le particelle di loro pertinenza sono antecedenti rispetto ad esso. Il tribunale amministrativo leccese aveva ritenuto, dopo l’esame degli atti, “irricevibili” le richieste dei proprietari dei terreni.

Ma, nonostante l’esito sfavorevole, i proprietari rilanciano a Bari la vicenda, sperando ovvimante in un responso diverso. Dal canto suo, l’avvocato Quinto anticipa che il proprio impegno verterà ad ottenere il trasferimento della discussione sul “nuovo” ricorso nel capoluogo salentino.

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