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Nuovo scontro a Palazzo Balsamo. Gallipoli Futura: “Trasparenza degli atti violata”

I consiglieri Fasano e Cataldi interrogano il sindaco sulle censure dell’Organismo indipendente di valutazione e dell’Anac. Minerva: “Rilievi datati, adempimenti già avviati”

GALLIPOLI - L’opposizione torna all’attacco e stavolta il gruppo consiliare di Gallipoli Futura pone una questione strettamente tecnico-politica relativa ad un deficit di trasparenza amministrativa messa in rilievo e censurata anche dagli organi di controllo dall’Organismo indipendente di valutazione del Comune e dall’Anac. L’aspetto messo in risalto dai consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, che sulla questione hanno presentato anche una specifica interrogazione al sindaco Stefano Minerva, riguarda il mancato inserimento e l’aggiornamento di dati, notizie e documenti amministrativi principalmente nel sito del Comune che secondo la normativa specifica sulla trasparenza degli atti devono essere messi a disposizione dei cittadini, disponendo anche che gli stessi restino nelle varie sezioni in pubblicazione per periodi determinati anche in relazione alla tipologia.

“Questa amministrazione comunale ha occultato dalla visione e dall’accesso pubblico moltissime categorie di atti, ben 27 tipologie su 43, che la legge sulla trasparenza invece impone come obbligatorie” accusa il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, “dai documenti pubblicati infatti apprendiamo che per l’anno 2020, dalla rilevazione effettuata dall’Organismo indipendente di valutazione, che ha visionato direttamente il sito istituzionale del Comune di Gallipoli, nella giornata del 30 giugno scorso, il medesimo Oiv ha riscontrato degli aspetti critici nel corso della rilevazione, ovvero la mancanza di pubblicazione per diversi dati e della sezione Amministrazione trasparente, si è riscontrato un mancato aggiornamento delle pubblicazioni. Da un controllo a campione è stato verificato che alcuni documenti non sono pubblicati in formato aperto e inoltre non sono pubblicati in tabelle come richiesto nella griglia di rilevazione”.  

Da quanto eccepito nell’ambito dell’interrogazione, i consiglieri di Gallipoli Futura evidenziano nel dettaglio come “dall’esame della griglia di rilevazione, si evince che su 43 adempimenti di pubblicazione che il Comune avrebbe dovuto effettuare, solo per 16 tipologie si è adempiuto, mentre risulta inadempimento per ben 27  tipologie di procedimenti”.

Da qui la serie di interrogativi posti all’indirizzo del primo cittadino considerato anche come i rilievi effettuati dall’Oiv, secondo quanto eccepito sempre da Gallipoli Futura, sarebbero riscontrabili anche negli anni precedenti con la stessa intensità, se non maggiore. Fasano e Cataldi hanno per tanto richiesto al sindaco Minerva se “sia a conoscenza del grave disservizio che ha abbassato ai minimi livelli la trasparenza nella gestione degli affari pubblici, con grave danno all’immagine. Quali siano stati i provvedimenti adottati per sopperire a queste mancanze mediante la  pubblicazione  sul sito comunale di quanto dovuto per legge. E cosa intende fare per aggiornare, in tempi brevi e ragionevoli, la grossa mole di dati che in parte dovranno anche essere collazionati. E altresì quali sono stati gli effetti dei disservizi relativi alla mancata pubblicazione e al mancato aggiornamento dei dati,  sulla valutazione del premio di risultato”.

Minerva: “Solite accuse, rilievi datati”   

“Ancora una volta il consigliere Fasano continua nella sua disperata ricerca di trovare elementi con cui esercitare il suo sport preferito, ossia attaccare l’amministrazione comunale con ogni pretesto possibile. Questa volta scomoda una materia, quale quella della gestione della trasparenza amministrativa che, notoriamente, attiene agli organi gestionali dell’ente e non a quelli politico-amministrativi” replica puntiglioso il sindaco Stefano Minerva, “tuttavia, l’idea che tutti i problemi siano colpa del sindaco, è toppo ossessiva per non prendere l’ennesima cantonata”

Il primo cittadino chiarisce preliminarmente che non è il sindaco che compila le griglie dell’amministrazione trasparente, né il sindaco che approva procedure e bandi, almeno al giorno d’oggi e non come accadeva negli anni ’90. “Nel merito della questione sollevata” risponde quindi Minerva, “da quanto comunicato dagli uffici preposti, che ho sentito sulla tematica, va preliminarmente chiarito che il decreto legislativo di riferimento ha introdotto alcune significative modifiche sugli obblighi di pubblicazione, ed a fronte dell’introduzione di nuovi obblighi ne sono stati abrogati altri e diversi ed in alcuni casi sono state spostate le materie da una sezione all’altra. Per tale ragione alcuni dati non appaiono agevolmente rinvenibili”.

“Quanto ai rilievi mossi dall’Oiv” spiega ancora Minerva, “che, va rammentato, sono di sette mesi fa, va affermato che rispetto a tali segnalazioni, nel corso del periodo intercorso, si è provveduto a correggere gran parte delle problematiche segnalate e comunque le informazioni più stringenti sulla trasparenza sono prontamente pubblicate. Inoltre mi è stata data assicurazione che si sta continuando a limare le residue osservazioni evidenziate dall’Organismo di valutazione. Del resto lo stesso consigliere Fasano dovrebbe averne contezza, visto che la segreteria generale costantemente e in modo solerte chiede a lui e a tutti gli amministratori, copia della dichiarazione dei redditi per la relativa pubblicazione, proprio ai fini della trasparenza amministrativa”

“Parliamo dunque di una materia che, elemento non propriamente secondario, richiede molteplici e sempre nuovi ed ulteriori adempimenti” conclude il primo cittadino, “e comunque tutto ciò che attiene la sfera delle scelte politiche o la vita amministrativa, vale a dire determine, delibere, bandi di gara, ordinanza o altro sono tutte oggetto di pubblicazione e totalmente accessibili alla cittadinanza ed all’utenza. Quindi, parlare di volontà di occultare o di essere poco trasparenti, mi sembra l’ennesimo, goffo tentativo di attaccare l’amministrazione comunale per carenza di altri argomenti e soprattutto di ingenerare una visione distorta della realtà, gettando ombre su chi ha sempre fatto della legalità e del rispetto delle regole un principio non derogabile”.

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