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Obiettivo "Batti Quorum", sette giorni per i referendum

Dopo polemiche, rinvii, alterne vicende tra sette giorni si andrà a votare su normative che riguardano temi nevralgici come l'acqua pubblica, il nucleare e le cosiddette leggi "ad personam"

Scheda_Gialla

LECCE - L'acqua pubblica, il nucleare e le leggi "ad personam": sono questi i tre temi contenuti nei quattro quesiti referendari, su cui gli italiani saranno chiamati ad esprimersi i prossimi 12 e 13 giugno 2011: un voto per l'abrogazione o il mantenimento delle disposizioni statali e delle normative in materia. Il lungo dibattito su come si è giunti a questo appuntamento è ormai noto: dalla scarsa pubblicità, al tentativo di moratoria temporanea sul nucleare dopo quanto avvenuto nel Giappone, al rifiuto di accorpare il voto referendario alla tornata elettorale amministrativa.

Ma dopo peripezie, alterne vicende e polemiche (immancabili), ora è il momento della campagna elettorale referendaria. I quesiti sui quali gli italiani sono chiamati a rispondere con un "Sì" o con un "No" riguardano, come detto, tre argomenti di grande interesse, ossia il destino dell'acqua pubblica, il legittimo impedimento, il nucleare. Trattandosi di un referendum abrogativo, agli elettori viene chiesto di abrogare o meno parti o intere normative esistenti, che riguardano le questioni al centro del dibattito.

Vota Sì chi vuole abrogare le norme sottoposte a referendum, vota No chi vuole che le stesse norma rimangano in vigore. Nelle urne, saranno presenti quattro schede, dunque, ciascuna facente capo ad un quesito: quella di colore rosso riguarda la modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, quella gialla sulla determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito, quella di colore grigio sulle nuove centrali per la produzione di energia nucleare e quella verde sul legittimo impedimento.

I quesiti sui servizi idrici sono stati promossi dal "Forum italiano dei movimenti per l'acqua", mentre gli altri due sono nati su iniziativa dell'Italia dei Valori, con il sostegno di associazioni ambientaliste, soprattutto nel caso del nucleare. Per quel che concerne la costruzione di centrali nucleari, in Italia, occorre dire che fosse consentita fino al 1987, anno successivo al disastro di Cernobyl e nel quale si tennero referendum sull'argomento. In quell'occasione circa l'80% dei votanti si rivelò contrario all'utilizzo dell'energia atomica, facendo chiudere le 3 centrali funzionanti.

Si voterà domenica 12 giugno 2011, dalle ore 8 alle ore 22, e lunedì 13 giugno, dalle 7 alle 15, mentre le operazioni di scrutinio prenderanno il via subito dopo la chiusura dei seggi e l'accertamento del numero dei votanti. È concesso ritirare solo alcuni delle schede ed esprimersi solo su parte dei quesiti referendari.

Per votare, occorre recarsi nel proprio comune di residenza, nella sezione elettorale indicata sulla propria tessera, esibendo anche un documento di riconoscimento valido. Chi avesse smarrito la propria tessera personale, o in caso di furto o deterioramento della stessa, potrà chiederne il duplicato agli uffici comunali. Al referendum, possono prendere parte tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali del Comune italiano di residenza, che abbiano compiuto 18 anni entro il 12 giugno 2011 compreso. Perché il referendum sia valido, dovrà aver votato almeno il 50% più uno dei cittadini. In caso di vittoria del no o del non raggiungimento del quorum lo stesso referendum non potrà essere ripresentato per i prossimi 5 anni.

Ma il referendum in territorio salentino si arricchisce contestualmente a quelli nazionali di un nuovo quesito referendario, tra Lecce e i due comuni limitrofi, ossia quello per sostenere il trasferimento della marina di Casalabate dal capoluogo a Squinzano e Trepuzzi. L'obiettivo di una consultazione popolare è stato raggiunto, attraverso un iter condiviso a livello politico, basato sulle costanti criticità legate al degrado e all'abbandono della località di mare, e sulla condivisione di una legge regionale che ha calendarizzato l'appuntamento elettorale assieme ai quattro quesiti referendari nazionali.

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