Ok il turismo, male l'eolico. Pellegrino tira le somme

Provincia di Lecce al "giro di boa" dopo 30 mesi di governo. Il presidente: "Il mio successore? Sarà un sindaco". Sulle Terme è scontro con Fitto, definito "uno sciocco". La Poli: "Caduta di stile"

"Giro di boa: 30 mesi di governo della Provincia di Lecce. Dal giugno del 2004 al dicembre 2006". Il presidente Giovanni Pellegrino ha convocato ieri la stampa, presso l'auditorium del museo provinciale Sigismondo Castromediano, per illustrare il resoconto dell'attività di Palazzo dei Celestini. Risultati raggiunti, nuove sfide da affrontare, situazioni da rivedere.

"Giunti a metà di un cammino è utile volgersi indietro per considerare la strada percorsa. Ciò consente di cogliere il senso di una complessiva esperienza ed accogliere anche eventuali suggerimenti di correzioni di rotta e, comunque, precisare la strada che resta ancora da percorrere con i suoi esiti finali. E' in questa logica che, giunti a metà consiliatura, mi sembra opportuno dar conto dell'attività di questa amministrazione provinciale dal suo insediamento". Questa la premessa di Pellegrino. Che ha affrontato tutto il cammino fin qui svolto, elogiando la stabilità della sua maggioranza, l'impegno per la promozione del turismo, nel campo delle infrastrutture e nell'affrontare l'emergenza rifiuti.

Uno dei successi ottenuti, secondo Pellegrino, è "Salento d'amare", che si è trasformato da semplice logo a marchio fondamentale per lo sviluppo. Bocciato, invece, "l'eolico selvaggio, che con le sue pale rumorose rischia di far fuggire via i turisti". Nessuna indicazione chiara, invece, sul suo successore. Nessuna indicazione per quanto riguarda i nomi, almeno. Perché un indizio è stato lasciato: "Si tratterà di un sindaco. Vi è una generazione di 40enni e 50enni molto capace".

E' bagarre, invece, con Raffale Fitto. Definito, senza mezzi termini "uno sciocco". Terreno di confronto (anzi, di scontro) la presidenza delle Terme Spa di Santa Cesarea, del quale ha lasciato la presidenza. Una decisione scaturita non da "una fuga (tesi del coordinatore regionale di Forza Italia, Ndr), ma perché il mio ruolo è ormai concluso: avviato contratto di programma, pace fatta fra Regione e Comune, avviato nuovo appalto per il centro termale".

Fitto, invece, in una interminabile lite a puntate, aveva imputato a Pellegrino un'incompatibilità di ruoli, parlando di dubbi sulla legittimità di alcuni atti e di strani rapporti fra clienti delle Terme ed il suo studio legale. Ora, per quello "sciocco" chiede apertamente le scuse da parte del presidente della Provincia.
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Sul caso, anche il coordinatore regionale di An e sindaco del capoluogo, Adriana Poli Bortone. che dice: "Una caduta di stile che, francamente, non mi aspettavo da parte del senatore Pellegrino, che fino ad ora aveva sempre saputo mantenere un contegno assolutamente consono al suo ruolo ed al suo lungo quanto dignitoso percorso politico e professionale. Può darsi - ha proseguito - che anche il presidente della Provincia stia risentendo del clima di grande nervosismo che sta attraversando il centrosinistra nella città di Lecce. A me, nella diversità di schieramento politico, piace pensare a Pellegrino come al ‘gentiluomo di campagna' che abbiamo fin qui visto e non come lo scortese politico che accusa l'avversario di essere ‘sciocco'".

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