Lunedì, 14 Giugno 2021
Politica

“Ombre anche sul porto”, dopo i sospetti sulla società proponente

Alcuni dipendenti di Condotte sono stati arrestati per la grave accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per interventi stradali in Calabria. Ad Otranto, l'opposizione al sindaco: "Anche sul porto, troppa fretta"

OTRANTO – L’opposizione non ci sta a passare per chi non voglia vedere realizzato il progetto del porto turistico di Otranto. E non ci sta soprattutto alla luce delle evoluzioni di cronaca, relative alle Condotte spa, coinvolta in sospetti piuttosto pesanti relativi alla conduzione degli interventi stradali in Calabria e a presunte connivenze con la criminalità, che hanno condotto anche ad arresti di alcuni dipendenti della società. In manette, oltre al direttore dei lavori dell’Anas, Vincenzo Capozza, di 55 anni, di Locri (Reggio Calabria), sono finiti il capo cantiere della società romana, Pasquale Carrozza, un impiegato amministrativo di cantiere, Rinaldo Strati, il direttore di cantiere Antonino D’Alessio, il project manager di Condotte, Sebastiano Paneduro, il direttore tecnico, Cosimo Claudio Giuffrida.

L’azienda ha precisato, in una nota, “di non aver mai assunto la veste di connivente della criminalità organizzata” e che i fatti contestati risalirebbero al 2007, chiarendo che, da allora, Condotte, con un radicale mutamento della propria governance e con l'adozione di un nuovo modello di amministrazione, ha ritenuto di non partecipare più a procedure di gara e a nuovi appalti nel territorio calabrese. Pertanto, gli amministratori si sono detti fiduciosi sull’operato della magistratura, nella certezza che saranno chiarite tutte le questioni aperte.

Pertanto, il gruppo decide di replicare alle dichiarazione del primo cittadino: “Avevamo evidenziato – spiegano in una nota -, nonostante le imprudenti battute al vetriolo del sindaco, che il progetto del porto presentato da Condotte spa era stato esaminato con troppa fretta e con un approccio esageratamente fideistico circa la comprovata capacità dei tecnici della stessa società. Avevamo, inoltre, fatto notare che la particolare delicatezza dei luoghi prescelti imponeva specifiche attenzioni nella redazione dei progetti, cercando il più possibile di minimizzare le opere accessorie all’infrastruttura portuale propriamente detta”.

Alleanza per Otranto sottolinea come le risultanze della prima seduta della conferenza dei servizi, tenutasi in Regione nella giornata di ieri, confermino pienamente i dubbi espressi e lascino presagire la necessità di “ulteriori necessari approfondimenti da parte di tutti gli enti preposti, in ordine all’impatto ambientale delle opere”: “Infine, è notizia di oggi – evidenziano -, tornano ad aleggiare sui collaboratori di Condotte, società proponente del progetto del porto, pesanti ombre sull’esecuzione di lavori stradali in Calabria, a seguito dei quali sono stati arrestati stamattina alcuni dirigenti dell’azienda con la grave accusa di concorso esterno in associazione mafiosa”.

“Non sappiamo come finirà questa indagine – aggiungono -, ricordiamo, però, che per molto meno il presidente Vendola ha revocato il progetto dell’ospedale S. Raffele del Mediterraneo di Taranto, sulla scorta di indagini che non riguardavano reati di mafia. Per questi motivi chiediamo chiarezza e scelte limpide al sindaco ed alla sua maggioranza e diciamo che non aspetteremo inerti l’evolversi degli eventi”.

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