Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Omfesa, nuova tappa della vertenza al Mise. Ancora un nulla di fatto

Sindacati e istituzioni si sono nuovamente incontrati a Roma. Trenitalia contatta preventivamente pare interessata a trovare un nuovo soggetto imprenditoriale che si faccia carico della riparazione dell’ultima commessa. Nuovo incontro entro fine mese

LECCE – L’ennesimo passaggio “politico” della vertenza Omfesa si è risolto con un nulla di fatto. O quasi. Nel primo pomeriggio, infatti, si è tenuto un incontro presso il ministero dello Sviluppo economico cui hanno partecipato la triade sindacale confederale con le rispettive categorie dei metalmeccanici (Fim, Fiom e Uilm), il sottosegretario al Lavoro Teresa Bellanova, l’onorevole Pd Salvatore Capone, l’assessore regionale allo Sviluppo economico Loredana Capone, il sindaco di Trepuzzi Oronzo Valzano, ed il responsabile dell’unità di gestione vertenze  del Mise, Castano.

Ma a pesare di più sono state sicuramente le grandi assenze di Trenitalia (unica commessa della moribonda Omfesa) e la curatela fallimentare in rappresentanza della società di Trepuzzi. In quest’ultimo caso pare che, a monte, sia mancata l’autorizzazione del giudice a presidiare il tavolo.

Diverso il caso dell’ex monopolista delle ferrovie dello Stato, che è stato contattato preventivamente dai funzionari del Mise. Il dirigente ministeriale non ha potuto fare altro, quindi, che riportare le conclusioni di questo passaggio preliminare, comunicando l’interesse di Trenitalia a trovare un nuovo soggetto imprenditoriale (possibilmente meridionale) disposto ad accollarsi la riparazione delle carrozze in giacenza presso lo stabilimento. E’ bene ricordare, infatti, che l’ultima commessa da 3 milioni di euro è stata ridotta all’osso, determinando il dietro front della società Assifer rispetto alla sua intenzione di fittare un ramo di azienda.

Quell’ultima speranza riposta dai lavoratori si è polverizzata in seguito alla decisione di Trenitalia di destinare alla rottamazione 21 carrozze sulle 29 disponibili. Il magro bottino di appena 100 mila euro, corrispondente al valore delle sei carrozze lavorabili, è stato ritenuto antieconomico dalla società romana specializzata nel settore ferroviario. 

Tutto da rifare, dunque. Con Trenitalia ancora al centro della querelle. L’intervento politico assunto dal ministero è consistito, infatti, nel convincere il colosso ferroviario a rendere ancora appetibile lo stabilimento, garantendo un avvio anche minimo delle attività imprenditoriali. D’altra parte il dirigente Castano ha contattato direttamente Assifer, immaginando la possibilità di fissare un nuovo incontro “tecnico” con la controparte: un faccia a faccia di natura tecnica, capace di ricucire lo strappo (forse), o comunque di salvare il salvabile.

Le parti si incontreranno nuovamente entro la fine del mese: questo l’impegno sottoscritto sul verbale del ministero. Poca cosa, certamente, per gli 80 operai che, spinti dalla disperazione, hanno già inscenato forme di protesta estreme. Arrivando persino a bloccare i binari della stazione di Trepuzzi, appena pochi giorni addietro. Tutto, pur di non far spegnere anche l’ultima speranza di riqualificare lo stabilimento, un tempo fiore all’occhiello del comparto metalmeccanico del Nord Salento. 

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