Politica

Omicidi, il Pd in Prefettura. "Situazioni preoccupanti"

Alberto Maritati, Teresa Bellanova, Lorenzo Ria, Loredana Capone e Salvatore Capone dal prefetto. A Gallipoli presto una manifestazione. "Saremo con i cittadini onesti". Lanciati strali ai politici

Un momento dell'incontro in Prefettura.

Appuntamento poco prima delle 16 in prefettura. Per parlare dei due omicidi, avvenuti nel breve volgere di una settimana. E per lanciare un messaggio forte e chiaro: "Scenderemo in piazza, se dovesse servire, per manifestare la nostra solidarietà ai gallipolini". I vertici del Partito democratico si sono ritrovati al cospetto del prefetto Mario Tafaro, di ritorno da Gallipoli, dove s'è svolto in mattinata l'incontro con il sottosegretario agli Interni Alfredo Mantovano, per fare il punto della situazione sulla sicurezza nel Salento, dopo i due agghiaccianti agguati, del tutto slegati fra loro, ma talmente vicini nel tempo da lasciare uno strascico di profonda inquietudine nella cittadinanza. Presenti il senatore Alberto Maritati, i parlamentari Lorenzo Ria e Teresa Bellanova, il vicepresidente della Provincia di Lecce Loredana Capone ed il segretario provinciale del Pd, Salvatore Capone.

Particolarmente dure le parole di Maritati sul caso che vede al centro l'ex boss della Scu Salvatore Padovano. L'ex sottosegretario alla Giustizia, pur senza fare nomi, ha messo sotto accusa i rappresentanti politico-istituzionali che hanno partecipato al suo funerale. "Gravissimo errore politico" e "presenza a mio avviso inopportune", sono state le sue parole. Maritati ha quindi annunciato la discesa in piazza: "E' nostro dovere tutelare la gente onesta. Non solo la magistratura, ma anche il partito farà sentire la propria presenza sul territorio".

La manifestazione dovrebbe tenersi nei prossimi giorni a Gallipoli. Oltre che del caso Padovano, i rappresentanti del Partito democratico hanno discusso anche dell'assassinio avvenuto a Parabita di Giorgio Romano. In questo caso, tutto ruota attorno al mondo delle aste giudiziarie. Un fatto che secondo Maritati sarebbe "ancor più preoccupante, se si pensa che qualcuno aveva già denunciato comportamenti poco cristallini. Parole inquietanti, che ci inducono ad una riflessione profonda". Il riferimento è ad una lettera inviata due anni addietro ad Adriano Merico, sindaco di Parabita, in cui un si chiedeva l'intervento dell'amministrazione comunale a causa di situazioni difficili, in cui si correva anche il rischio concreto di una degenerazione. Quasi una premonizione.

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