Orchestra Tito Schipa: salvataggio in extremis con l’intervento della Regione

L'ente destinerà 650 mila euro per la ripresa delle attività. La consigliera Manca parla di ipocrisia, Sel critica la Provincia

LECCE – Una buona notizia per l’orchestra di Lecce Ico Tito Schipa, travolta da un’importante crisi finanziaria che ha messo a repentaglio la programmazione artistica, è arrivata dalla Regione Puglia. L’ente di via Capruzzi ha comunicato ieri la volontà di destinare 950mila euro a sostegno delle attività concertistico orchestrali pugliesi. Lo ha reso noto proprio ieri, nel corso di un incontro con la stampa, l'assessore all'Industria turistica e culturale Loredana Capone, insieme con il presidente del Teatro Pubblico pugliese, Carmelo Grassi, e il direttore del dipartimento Cultura della Regione Aldo Patruno. L’intera somma per le attività fino a dicembre 2016 (Fondo per lo sviluppo 2007/2013) è rivolta alle tre Ico presenti in Puglia; 650 mila euro sono destinati proprio all’ex orchestra Tito Schipa gestita dalla Camerata musicale salentina.

Non sono mancate le reazioni politiche alla notizia, a cominciare dalle dichiarazioni della consigliera della Provincia di Lecce, Simona Manca: “Quando un ente impegna risorse per un territorio si deve dire sempre grazie a prescindere. D’altra parte, la Regione e il Governo, dopo l’annientamento delle Province, sono gli unici enti oggi in grado di sostenere simili investimenti e costi in ambito culturale, ma non solo – ha aggiunto -. Premesso questo, però, non si può fare a meno di fare luce su alcuni aspetti di questa vicenda, ammantata da un velo di ipocrisia. La Provincia di Lecce, per oltre vent’anni, ha assicurato lavoro ai professori d’orchestra e una programmazione culturale per larga parte dell’anno, investendo da 1 milione e 200 a 1 milione e 500mila euro l’anno per la stagione sinfonica e da 1 milione e 200 a circa 1 milione e mezzo l’anno per la stagione lirica”.

E ancora: “A fronte di queste cifre, la Regione si è limitata ad impegnare ogni anno soltanto 120 mila euro, ridotti a 108mila nel 2015. Senza sorvolare sul particolare che, pur evidenziando un contributo straordinario di 300mila euro nel 2014, attendiamo ancora materialmente il contributo ordinario di 120mila euro dello stesso anno”.

“Oggi, dopo due anni di crisi estrema della Fondazione Ico e di continue ed accorate richieste di aiuto da parte di tutto il territorio salentino, l’ente di via Capruzzi, attraverso il quale passano immense risorse, riesce ad investire soltanto 650mila euro per soli tre mesi a favore di questa realtà culturale così importante”, ha proseguito Simona Manca.

“Davvero c’è qualcuno che può pensare che, con una cifra del genere e con qualche concerto in pochi mesi, la Regione abbia realmente salvato l’orchestra? Che cosa ha previsto e programmato la Regione per il 2017? C’è una visione chiara del futuro dell’orchestra? C’è un impegno ad uno stanziamento annuale, come è stato per la Provincia di Lecce in tutti questi anni? – si legge ancora nella nota stampa - Non credo esista qualcuno così sprovveduto disposto a credere che 650mila euro bastino a garantire il futuro di 56 professori, tanto più se si considera che l’investimento per l’orchestra salentina pare fatto di briciole rispetto all’impegno annuale garantito alla Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli di Bari e allo stanziamento milionario destinato, qualche anno fa, al suo salvataggio”. “Dunque, la Regione salva l’orchestra? Direi, meglio, la Regione tenta di salvare la faccia” ha concluso la consigliera. 

Critica è la posizione di Sel-Sinistra italiana rispetto all’operato di Palazzo dei Celestini, così come si evince dalle dichiarazioni del consigliere provinciale Danilo Scorrano: “Non posso che essere soddisfatto dell’intervento della Regione Puglia che ha garantito una ripresa temporanea delle attività dell’orchestra, aprendo uno spiraglio per tutti i lavoratori della Fondazione Ico. Il problema è stato sollevato a più riprese attraverso varie interrogazioni al presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, che sull’argomento ha però dimostrato inerzia ed incapacità”. “Non possiamo neanche tacere il fatto che l’ente provinciale, in passato, abbia perso la possibilità di ottenere il finanziamento del Fus, il Fondo unico per lo spettacolo”, ha stigmatizzato Scorrano.

“Ci auguriamo che questa sia la una soluzione definitiva e risolutiva per le sorti della Ico di Lecce”, ha commentato anche il segretario della Cisl di Lecce, Salvatore Castrignanò a margine della conferenza stampa tenutasi presso la sede della Regione Puglia.

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“Dopo un lungo periodo di incertezza e stallo – ha proseguito -  finalmente possiamo dichiararci soddisfatti per l'impegno profuso dalla Regione Puglia. Accanto alla salvaguardia di tanti posti di lavoro si conferma la presenza di un patrimonio culturale radicato da decenni nel territorio, che può consentire di contribuire più e meglio la promozione del nostro Salento”. L’orchestra, intanto, terrà il suo primo concerto giovedì 15 settembre ad Otranto.

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