Ordinanze difformi, prevale quella del ministro: tampone in 48 ore

Prima quella del governatore Emiliano, poi quella di Speranza per uniformare i vari provvedimenti delle Regioni. A Grecia, Spagna e Malta si aggiunge la Croazia: test obbligatorio per chi rientra da quei Paesi

Il ministro della Salute, Roberto Speranza.

LECCE – Serve un allineamento tra l’ordinanza della Regione Puglia e quella del ministro della Salute. Il tema è quello relativo ai rientri di residenti in Puglia da Paesi con un andamento epidemiologico sospetto. Negli ultimi giorni in Campania, Emilia Romagna, Sicilia, Toscana, oltre che Puglia, si sono mosse sostanzialmente nella stessa direzione per cercere di contenere il "contagio di ritorno", spingendo l'esecutivo a intervenire con una disciplina uniforme.

Sono due i punti che necessitano di un chiarimento: per la Regione Puglia sotto osservazione sono Grecia, Malta e Spagna, per il dicastero c’è anche la Croazia. Inoltre mentre a Roma previsto il tampone per rilevare l'eventuale infezione da Covi-19 nelle 72 precedenti l’arrivo in Italia o, in alternativa, entro 48 dopo il rientro, a Bari si parla di test effettuato non prima di 72 ore dopo il ritorno nella regione. Per quello che è il principio della gerarchia delle fonti, prevale il provvedimento del ministro Roberto Speranza: una circolare attuativa del dipartimento regionale della Salute, indirizzata alle Asl pugliesi, rimetterà la cose in ordine. In ogni caso, e su questo nessun dubbio, vige l'obbligo di isolamento prima dell'effettuazione del tampone e fino all'esito, se negativo.

Sulla discrepanza temporale Raffaele Fitto, candidato per il centrodestra alla presidenza della Regione, non ha fatto attendere il suo sarcastico commento nei confronti del governatore pugliese, Michele Emiliano: “Per chiarezza e non per polemica, chiedo: i pugliesi di ritorno da Grecia, Malta, Spagna e Croazia devono attenersi alle disposizioni previste nell’ordinanza del ministro della Salute Speranza o a quella dell’assessore alla Salute Emiliano? Al ritorno devono fare il tampone presso le Asl entro le 48 ore dall’arrivo o 72 ore dopo? Ed ancora, chiedo: alla riunione straordinaria, indetta ieri dal ministro Boccia con le Regioni (proprio perché queste ultime non andassero in ordine sparso), la Puglia c’era? E se sì perché abbiamo un’ordinanza differente, era così difficile mettersi d’accordo?”.

Antonella Laricchia, consigliera regionale per il M5S e candidata alla guida del governo regionale, pone anche il tema delle Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), che Asl Bari aveva deciso di dismettere a partire dal primo di agosto, e che il governo regionale ha rimesso in gioco: “I medici delle Usca (quelle stesse che si volevano chiudere il giorno prima) faranno i tamponi a chi rientra da Grecia, Spagna e Malta, come specificato da Emiliano in una circolare esplicativa dell’ordinanza regionale emanata l’11 agosto e si occuperanno dell’assistenza domiciliare per chi rientra in attesa dell’esito del tampone. Stessa circolare in cui si dispone che il tampone venga fatto non prima delle 72 ore dal rientro, mentre secondo l’ordinanza del ministro Speranza va fatto entro le 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale. Anche in questo caso la chiarezza resta un miraggio. Come avevamo sottolineato, la scelta di sospendere le Usca era completamente priva di logica in questo periodo”.

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