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Ospedali, reazioni contrastanti fra plausi per il confronto e mal di pancia

Sul piano di riordino Abaterusso rileva che il Pd provinciale valuterà meglio la proposta, ma già elogia Pentassuglia: "Scelte non calate dall'alto". Per Forza Italia regionale "non cancella dieci anni di fallimenti". A Nardò il sindaco Risi chiede rispetto dei tempi. Forti malumori a Galatina

LECCE – Tante le reazioni al piano presentato oggi. Il Pd provinciale, come spiega il coordinatore della segreteria, Gabriele Abaterusso, si riserva di valutare in modo compiuto la proposta di riordino, ma ritiene comunque “positivo che si sia scelta la strada del confronto, senza presentare scelte calate dall’alto”. “Altrettanto positivo – secondo Abaterusso - è, ad ogni modo, la riconferma del punto nascita di Copertino”. Nei giorni scorsi, sulla questione del punto nascita, c’era stato anche con un sit-in. Una protesta “non per scelta campanilistica, ma per una valutazione oggettiva dei dati clinici”. Copertino, infatti – ricorda -, anche per il 2014, si confermerà il secondo ospedale della provincia per numero di parti, circa 900.

Per quanto riguarda il presidio “Sambiasi” di Nardò, l’amministrazione comunale retta dal sindaco Marcello Risi, ricorda che il nuovo piano prevede 52 posti letto, così ripartiti: dieci di unità di degenza territoriale adulti, venti di residenza sanitaria assistita del tipo R1 per anziani, dieci Suap  (stati vegetativi permanenti) oltre alla conferma degli attuali dodici posti al centro dialisi.

Conferma, poi, per le attività che già qui si svolgono, fra cui day service medici, day service chirurgici, ambulatori specialistici, radiodiagnostica, centro prelievo, punto di primo intervento, postazione 118, consultorio familiare, centro di procreazione medicalmente assistita. La proposta dell’assessore Pentassuglia contiene, in aggiunta, gli ambulatori specialistici di medicina dello sport, chirurgia vascolare, elettroencefalografia. Radiologia sarà H12 con senologia clinica, mammografia ed ecografia. Una seconda postazione di unità mobile non medicalizzata si aggiunge alla postazione 118 medicalizzata già attiva.

Il riparto del fondo nazionale consente di ottenere rinnovi contrattuali e attuare tutti i servizi previsti sul territorio, per i quali, secondo Pentassuglia, le risorse a disposizione della Regione Puglia sono di 29 milioni di euro. Per l’amministrazione comunale di Nardò diventano, a questo punto, decisivi i tempi di effettiva attuazione di tutti i 52 posti previsti, disporre di servizi  di radiodiagnostica di alto livello, superare le criticità recentemente presentate alla Regione Puglia a  partire dall’ambulatorio di ortopedia e dalla postazione 118. Mercoledì 15 ottobre, alle 19,30 a tale proposito si terrà la riunione congiunta dell’esecutivo cittadino e della commissione consiliare welfare per un primo esame della bozza.

Per i consiglieri regionali di Forza Italia Aldo Aloisi, Antonio Barba, Erio Congedo e Luigi Mazzei, è apprezzabile il metodo del confronto e della concertazione con il territorio, “anche se certamente non potrà colmare dieci anni di fallimenti del centrosinistra che hanno dilaniato la sanità regionale”. A loro avviso, “è un piano che arriva molto in ritardo, dopo anni in cui si è navigato a vista con programmazioni adottate e non applicate, una serie di inadempienze che hanno portato al Piano di Rientro con la chiusura di 22 ospedali e mille e 200 posti letto in meno”.

“Senza considerare la promessa non mantenuta che alla chiusura degli ospedali sarebbe seguito il potenziamento della medicina del territorio”, aggiungono. “Ad oggi anche su questo fronte che doveva rappresentare un fiore all’occhiello del sistema, siamo all’anno zero e queste strutture sono delle scatole vuote come a Nardò, Gagliano e Campi”.

Forza Italia regionale sottolinea anche il “caso critico sollevato dai sindaci”, quello di Scorrano, “dove si sta operando un taglio senza anima: alla chiusura dei reparti di ginecologia ed ostetricia, infatti, non corrisponde un potenziamento degli altri servizi. Così come non si può assistere al lento smantellamento della struttura di genetica ed ematologia del Vito Fazzi, che registra una mobilità attiva del 20 per cento, ma che si sta progressivamente depotenziando”.

Il comitato difesa del presidio ospedaliero di Galatina, dal canto suo, evidenzia una situazione precaria e preoccupante per il “Santa Caterina Novella”. Per il responsabile del comitato, Piero Masciullo, “a preoccupazione diventa maggiore alla visione delle bozze di riordino della rete ospedaliera”. A Galatina scompaiono il reparto di ortopedia e traumatologia e la sezione di Utic, mentre il reparto di chirurgia generale viene ridotto a dieci posti letto.

Ad avviso del comitato con questa proposta “si sta assestando un ulteriore colpo alle già fragili  e precarie condizioni del presidio ospedaliero di Galatina”, tanto da sospettare a breve-medio termine la definitiva chiusura.

Ad avviso del comitato, “già oggi il reparto di chirurgia generale non è in grado di affrontare gli interventi di urgenza: se un paziente ricoverato in medicina o in altri reparti necessita di intervento urgente per complicanza, corre il rischio di essere trasportato presso un altro presidio. Tale anomalia – rimarca Masciullo - è motivata da carenza di chirurghi, e soprattutto dalla mancanza di un direttore di reparto in pianta stabile”. Inaccettabile è poi vista la proposta di sopprimere il reparto di ortopedia e traumatologia, mentre inspiegabile è ritenuta quella della sezione di Utic all’interno del reparto di cardiologia, “una contraddizione regionale eclatante se si pensa che nelle altre cardiologie del Salento si mantengono le sezioni”. 

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