Tagliati fuori dalla Asl, infuria la protesta degli Oss. Nessuna apertura dalla direzione

Nuovo sit-in di protesta dei 50 Oss ed autisti della Asl di Lecce che reclamano la proroga dei contratti fino alla fine dell'anno. Insieme a loro anche gli infermieri precari. Tavolo tecnico con l'assessore Pentassuglia, Mellone conferma lo scorrimento della graduatoria

Operatori socio-sanitari all'ingresso della direzione Asl.

LECCE – “Un presente da precari, un futuro da disoccupati”. Questo slogan è il cuore della battaglia che hanno ingaggiato gli operatori socio sanitari e gli autisti delle ambulanze della Asl di Lecce: contratto in scadenza tra poco più di una settimana, nessuna proroga.

La graduatoria da cui attingere i “futuri precari”, cioè i colleghi che sono rimasti in attesa di entrare in servizio, a detta degli interessati continua a scorrere indisturbata: “Nell’elenco io rappresento il numero 161 e sono già state assunte diverse persone che venivano dopo di me – racconta Selenia Fiorita -. Ciò significa che questa graduatoria non è mai stata bloccata, semplicemente scorre a rilento. Ora, però, il direttore Mellone dovrebbe spiegarci come mai si trovano i soldi per nuove assunzioni ma non per prorogare i nostri contratti”.

Del medesimo avviso sono i colleghi che affermano di vivere nell’incertezza di poter tornare a casa da un giorno all’altro, finiti nel limbo di comunicazioni ufficiali che si smentiscono a vicenda. La prima, quella del 4 settembre firmata dalla direzione generale della Asl, intendeva prorogare tutti i contratti del personale medico fino al 30 giugno 2016 e i rapporti di lavoro dei dirigenti e del personale comparto fino alla fine dell’anno.  Il dietro front, però, è sopraggiunto una settimana dopo: il 10 settembre infatti, Valdo Mellone ha deciso di escludere dalla proroga il personale di supporto, cioè autisti ed operatori socio sanitari, e di procedere con lo scorrimento delle graduatorie esistenti. E questo in ragione del fatto che, per le qualifiche di suddette categorie, la preliminare procedura di mobilità comporterà l’affluenza di un elevato numero di candidati che non consentirà il completamento della procedura in tempi brevi.

Questa la spiegazione ufficiale su cui, però, i lavoratori vogliono vederci chiaro. “Non siamo qui per ottenere un contratto a tempo indeterminato, ma solo per far rispettare il nostro diritto ad ottenere la proroga del rapporto di lavoro a tempo determinato fino alla fine dell’anno – precisa Claudia Prinari -. Non riusciamo a capire perché la Asl di Lecce si muova per conto proprio, invece di rispettare semplicemente le norme nazionali, e quindi quanto stabilito nel recente ‘decreto salva precari’, e le direttive della Regione Puglia. In tutte le altre aziende sanitarie pugliesi i colleghi hanno ottenuto la proroga”.

La questione non è banale: il raggiungimento dei 36 mesi di lavoro serve, agli Oss ed agli autisti come requisito per accendere ad un futuro concorso interno. Non di meno, sul piede di guerra ci sono anche gli infermieri che hanno “subito” una decurtazione della proroga fino alla fine di ottobre e rivendicano il medesimo diritto.

Sullo sfondo, però, si è delineata una guerra tra poveri, ingaggiata con i colleghi iscritti in graduatoria che aspettano il loro turno per poter prendere servizio. Un’assurdità, spiega Selenia Fiorito, giacché “nella Asl, considerata la mole di lavoro esistente e le condizioni di sotto organico, dovrebbe esserci posto per tutti”.

asl oss proteste 001-2I lavoratori pescati dalla graduatoria, però, rivendicano il medesimo diritto al lavoro: “Ad otto giorni dalla scadenza dei contratti non ci è arrivata alcuna chiamata. Lo stesso ufficio addetto al personale non ha inviato i telegrammi in cui si comunicano le nuove assunzioni e non è neppure stato affissa l’ultima comunicazione con  cui Mellone ha sciolto la riserva e stabilito di procedere con lo scorrimento della lista – spiega una signora -. Non vorremmo che ci stessero preparando una brutta sorpresa”.

La confusione regna sovrana, dunque, e per dipanare la matassa i sindacati hanno nuovamente incontrato il direttore generale nel corso di un tavolo tecnico che si è tenuto questa mattina, nell’ufficio di via Miglietta, cui ha partecipato anche l’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia. Ma l’esito non è stato quello auspicato dai lavoratori e dalle parti sociali: il direttore Mellone ha confermato la decisione di far scorrere la graduatoria e rispedire a casa 50 persone, tra oss ed autisti, a fine settembre.

“Prendiamo atto, a malincuore che la Asl di Lecce ha deciso di procedere sulla propria strada, ignorando le normative nazionali e in contrasto con l’orientamento della Regione che sui rapporti di lavoro a tempo determinato si sta già regolando diversamente – commenta a margine dell’incontro Antonio Tarantino di Uil Fpl -. Ora i lavoratori potranno decidere di rivendicare i propri diritti in altra sede, se lo riterranno opportuno. Certo è che i vertici di via Miglietta hanno creato una profonda discriminazione, decidendo di stabilizzare un centinaio di persone assunte nel 2010 che dopo 19 mesi di lavoro sono entrate a far parte, in pianta stabile, di altre ditte private che lavorano in appalto con la Asl”.

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