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Pace e dialogo tra culture: raggiunta l'intesa tra città di Lecce e comunità religiose

Firmato a Palazzo Carafa il Protocollo “per la programmazione e realizzazione di iniziative culturali, di conoscenza e di sensibilizzazione nella città di Lecce”

LECCE - In un’epoca in cui l’intolleranza e lo scontro fanno da padrone, favorire il confronto tra le culture diventa fondamentale per le comunità locali. La città di Lecce si sta muovendo in questa direzione, ed al fine di promuovere sia il dialogo tra le religioni, sia la pratica di ogni singolo culto, l’amministrazione comunale ha sottoscritto un Protocollo d’intesa.

L’intesa è il punto d’arrivo di un lungo confronto intrattenuto con le comunità religiose e punta alla realizzazione di attività di collaborazione che garantiscano la conoscenza reciproca, la condivisione di valori e iniziative volte a favorire il dialogo tra le culture.

Il protocollo sarà valido per 5 anni ed è stato firmato dal sindaco, Carlo Salvemini, da monsignor Michele Seccia, dal pastore Gioacchino Caruso (Chiesa Cristiana Avventista del 7° giorno) il Pastore, dal pastore Tommaso Carpino (Chiesa Evangelica Internazionale “Gesù è il Signore”), dal Pastore Pino Neglia (Chiesa di Cristo), dal professor Furio Aharon Biagini (comunità ebraica), dall’imam Saifeddine Maaroufi (centro culturale islamico “Noi Salento”), dalla professoressa Isabella Oztasciyan Bernardini d’Arnesano (Sacra Arcidiocesi  Ortodossa d’Italia e Malta Chiesa ortodossa di  San Nicola – Lecce).

E ancora, tra i firmatari vi è il pastore Teodoro Mauro (Chiesa Valdese) mentre Vinujah Selvendiran, per la Comunità Tamil dello Sri Lanka, assente per ragioni personali, firmerà il protocollo nei prossimi giorni.

I rappresentanti delle parti firmatarie, coordinati dall'assessora ai Diritti civili, Pari opportunità e Volontariato, Silvia Miglietta si riuniranno periodicamente per elaborare proposte utili a dare concreta attuazione ai principi generali.

Da laico, il sindaco Salvemini ha voluto incoraggiare le occasioni di dialogo, “puntando su un atteggiamento costruttivo per impedire di introdurre i germi dell'intolleranza” nel tessuto sociale. “Come istituzione siamo convinti di poterci porre come riferimento, dando l'esempio e mostrandoci noi per primi aperti al dialogo – ha spiegato -, in modo che diventi più semplice per tutti i cittadini, al di là del credo religioso, confrontarsi e rispettarsi”.

La soddisfazione dei firmatari del Protocollo

“Con questo percorso – ha aggiunto Silvia Miglietta - abbiamo voluto segnare la presenza della politica che si mette al fianco delle comunità religiose, riconoscendo l'importanza del lavoro che svolgono sul territorio e impegnandosi a promuovere insieme a loro la cultura del dialogo e dell'inclusione”.

Soddisfazione è stata espressa da monsignor Seccia: “Questa convocazione è stata fondamentale perché il linguaggio teologico, ecclesiale o confessionale è così diventato anche un discorso politico, nel senso di quella polis che deve pensare al bene comune, alla convivenza pacifica tra tutti i concittadini”.

“È la prima volta – ha confermato il pastore Pino Neglia - che un’amministrazione comunale ci apre le porte e prende atto dell’esistenza del mondo a- cattolico presente sul territorio. Questo incontro può portare a risolvere problemi di natura pratica, come quelli che si verificano spesso in occasione del funerale, che non è una cosa affatto banale”. Una posizione confermata dal pastore Carpino: “Spesso, anche dal punto di vista pratico, troviamo dei muri insormontabili anche per le azioni più semplici, e siamo felici di aver trovato oggi persone sensibili”.

“Credo sia la prima iniziativa in Italia di questo genere – ha aggiunto il professor Furio Aharon Biagini - con questo atto oggi torniamo in una città dalla quale siamo stati cacciati nel 1540. È significativo che questa presenza sia nuovamente riconosciuta sul territorio”.

Il Pastore Teodoro Mauro si è dichiarato grato per il coinvolgimento: “Quello che parte oggi va in controtendenza rispetto a ciò che accade nel resto del Paese e dell'Europa, dove spesso la politica tende a guadagnarsi facili consensi andando anche contro la conciliazione tra le culture”.

“Questa è un'evoluzione bella e positiva della politica in Italia – ha chiosato il pastore Gioacchino Caruso-. Come Chiesa Avventista per cui salvezza significa guarire il corpo e la parte spirituale, ci siamo impegnati spesso nel mondo nella lotta contro le dipendenze”.

“Voglio ringraziare la chiesa Cattolica – ha dichiarato la professoressa Isabella Oztasciyan Bernardini - che ci ha messo a disposizione un luogo di culto. Ci riempie di gioia che il Comune di Lecce abbia avuto la sensibilità di fare questo protocollo anche con noi”.

“Questo è il coronamento di un percorso di molti anni di avvicinamento tra popoli e culture – ha concluso l'Imam Saifeddine Maaroufi - ma il supporto di questa amministrazione ci dimostra quanto questa crede davvero alla necessità di un riconoscimento reciproco”.

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