Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Pagliaro guarda alle primarie del Pd e chiede ai suoi: “Votiamo per Renzi?”

Il presidente del movimento Regione Salento sottolinea una "comunanza di idee ed intenti" col sindaco di Firenze ed annuncia la volontà di aprire un dibattito con i suoi fedelissimi sulle primarie. Boutade o provocazione?

Paolo Pagliaro con il coordinatore Pdl Gabellone

LECCE Una boutade o una provocazione? Il dubbio è un po’ questo nel leggere le ultime dichiarazioni di Paolo Pagliaro, editore salentino che sorride da tempo alla costituzione di una nuova regione, staccata ed autonoma dalla Puglia, raccolte in una nota ufficiale, dove si dice pronto ad aprire un dibattito con i simpatizzanti del suo movimento sul tema della primarie del Pd.

E, giusto per non far mancare nulla, ad un dibattito che è già infuocato per la spaccatura interna al partito tra chi segue la “rottamazione” (seppur rottamata) e chi si affida all’“usato sicuro”, tra paroloni grossi sulla finanza e battutine sulle Cayman, tra regole cambiate ed interpellanze all’autorità garante della privacy, ci mancava giusto il movimento “Regione Salento” a mettere un po’ di pepe nel già infuocato calderone della partita.

Pagliaro, infatti, annuncia di voler aprire un forum tra militanti, aderenti e tesserati del Mrs sulle primarie. Non solo, perché l’editore si riscopre “vicino” al sindaco di Firenze, Matteo Renzi: “Con lui, c’è comunanza di intenti e assonanza di idee basate, sostanzialmente, sul concreto bisogno di ricambio generazionale di una classe dirigente, ormai stanca e obsoleta – spiega -, assuefatta ad un altrettanto vecchio modo di far politica, tramite l'uso di uno strumento democratico come le elezioni primarie”.

A queste tematiche si aggiungono “la riduzione del costo della politica”, “l’abolizione di vitalizi e di ogni sorta di sprechi e sperpero di denaro pubblico”: “Occorre ripartire dall’Italia che funziona – precisa Pagliaro -, da quella parte di paese che non si è arresa e che lotta per andare avanti, da quella porzione di territorio che va difeso e valorizzato nelle sue eccellenze. Occorre investire sui cittadini, sulla società civile, puntando su amministrazioni virtuose e di prossimità, guardando al futuro, alle proposte e alle idee, anziché parlare in ‘politichese’, barricandosi nei palazzi del potere”.

Il fondatore del Mrs chiarisce che non si tratta di “posizionamento politico” (anche perché, dopo la “scelta di campo” di aderire al centrodestra salentino sarebbe quanto meno contraddittorio): “Apprezziamo il metodo delle primarie – evidenzia -, infatti, siamo stimolati a partecipare ogni qualvolta sentiamo parlare di primarie tanto nel centrodestra, dove potremmo esserne protagonisti, quanto nel centrosinistra”. E questo, perché, secondo Pagliaro, “per la situazione politica attuale”, sarebbe “auspicabile” la vittoria di Renzi alle primarie del centrosinistra.

“Alla luce di tutto ciò – conclude -, chiedo la partecipazione attiva di tutti coloro che vorranno offrire il loro personale contributo di idee e valori sull’argomento. Dopodichè, questa discussione la porteremo all’interno del nostro consiglio direttivo e decideremo, qualora ci fosse condivisione da parte vostra, di prendere una posizione ufficiale… da protagonisti, in prima linea, come sempre”.

Ora, i detrattori di Renzi coglieranno la palla al balzo per dire come nella presa di posizione di Pagliaro venga comprovata sia la maggiore “penetrabilità” del sindaco di Firenze nelle attese del popolo di centrodestra sia la logica di alcune “restrizioni” al regolamento delle primarie stesse, tutte argomentazioni che rientrano, per lo più, nel quadro di uno scontro, che, in questi termini, interessa davvero poco. Ma non si potrà imputare al sindaco Renzi la “comunanza di intenti” a Pagliaro, che un po’ scopre a propria insaputa, visto che appare difficile conosca approfonditamente le istanze del suo movimento.

Ma, al di là della provocazione, la presa di posizione dell’editore porta alla ribalta un tema di stringente attualità: è una ricchezza o un impoverimento la capacità di superare i rigidi steccati del passato nella prospettiva di un progetto che sia quanto più largo e condiviso per il futuro del Paese? La risposta è interessante, perché la battaglia si gioca, in fondo, molto su questo aspetto. Tuttavia, qualunque sia la risposta, si eludono domande tuttora irrisolte: con che legge elettorale si andrà a scegliere l’eventuale progetto migliore per l’Italia e chi farà parte di questo percorso? E soprattutto, le forze che si stanno sfidando stanno davvero fornendo proposte e contenuti chiari o il tutto rischia di rinchiudersi nel dualismo dello scontro generazionale?

Le contraddizioni sono palesi, a partire da Massimo D’Alema, che come ha sottolineato più volte anche Pippo Civati sembra una sorta di “candidato ombra”, passando sino all’oscuramento totale della quinta candidatura, l’unica femminile, di Laura Puppato, strozzata tra Renzi, Bersani, Vendola e l'onnipresente Tabacci. Per quanto riguarda Pagliaro, sarà ancora più felice di sapere che anche il centrodestra nazionale sembrerebbe da oggi avere individuato nel 16 dicembre la data per le primarie che sanciranno la scelta del proprio candidato premier. Con la possibilità, quindi, di verificare anche eventuali altre “comunanze di intenti”.

 

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