Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Palazzo Carafa: "Premio Barocco, nessun pignoramento"

Dall'amministrazione la spiegazione ufficiale: "Il Comune non c'entra, la Sobarit è creditrice di 199mila euro nei riguardi della Barocco Onlus". Bellanova (Ulivo) chiede però maggiore chiarezza

La notizia, già emersa in alcuni suoi aspetti in via ufficiosa, ora è resa ufficiale da Palazzo Carafa in una nota. Dopo i venti di tempesta scatenati con le notizie diffuse in merito a presunte confische di somme che avrebbero potuto inficiare la riuscita del "Premio Barocco", l'amministrazione spiega: "Al Comune di Lecce non è stata pignorata la somma di 1 milione e mezzo di euro". A spiegare per primo che potessero esservi questa possibilità, durante un comizio elettorale degli scorsi giorni, era stato Mario De Cristofaro, candidato per i Socialpopolari.

"La Sobarit è creditrice di 199 mila euro nei riguardi della società Barocco Onlus - spiegano da Palazzo Carafa - e non nei riguardi del Comune di Lecce, che, ad oggi, non ha erogato alcuna somma nei riguardi della stessa società". L'amministrazione comunale rende noto, inoltre, che si riserva di tutelarsi nelle sedi opportune per l'eventuale danno d'immagine per notizie "diffuse in maniera superficiale e strumentale".


Ma intanto, l'onorevole Teresa Bellanova dell'Ulivo chiede chiarezza, in conseguenza del fallimento dell'associazione di Fernando Cartenì, dichiarato dal tribunale civile e penale di Lecce con sentenza del 14 maggio. Bellanova preannuncia quindi una un'interrogazione parlamentare. "Occorre fare chiarezza su tutta la vicenda che ruota intorno al Premio Barocco 2007, che, ricordo, è un programma di RaiUno, ma la cui realizzazione avviene grazie al sostanzioso contributo economico dei contribuenti mediante l'uso di risorse pubbliche e del bilancio comunale. Considero utile - termina Bellanova - che si faccia sentire anche l'amministrazione di Lecce per spiegare come mani non si sia proceduto a tempestive verifiche sull'esistenza di procedimenti civili e penali nei confronti dell'organizzazione prima della stipula di un protocollo d'intesa che impegna significativamente soldi pubblici".

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