Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Pale eoliche, De Giuseppe scrive a Vendola: “tutelare la vocazione agricola”

Il difensore civico della Provincia di Lecce, Giorgio De Giuseppe, manifesta al governo regionale le preoccupazioni degli imprenditori e delle popolazioni di alcuni centri del nord Salento riguardo ai progetti di installazione di impianti eolici

Un vigneto di Squinzano.

LECCE – Il difensore civico della Provincia di Lecce, il senatore Giorgio De Giuseppe, ha scritto al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e ad altri esponenti del governo regionale per chiedere di salvaguardare la scelta – fatta più di mezzo secolo addietro - di preservare il territorio della provincia di Lecce dall’industrializzazione pesante.

L’occasione della missiva nasce dal malcontento diffuso in molti centri del nord Salento rispetto ai progetti di installazione di parchi eolici nelle campagne attorno. I produttori vitivinicoli temono di veder compromessa quella che è la vocazione di quell’area del Salento, dove, attraverso il lavoro di decenni si sono consolidate attività imprenditoriale che hanno creato buon vino e posti di lavoro.

Il difensore civico, tra i cui compiti c’è quello di rappresentare gli interessi diffusi sul territorio, ha palesato ai suoi interlocutori – Loredana Capone, assessore alle Attività produttive, Lorenzo Nicastro, che ha la delega alla Qualità dell’ambiente, Angela Barbanente, assessore all’Assetto del territorio – le ragioni di preoccupazione del territorio: “La prima riguarda la difesa del territorio e dell’ambiente che hanno una naturale vocazione agricola per la produzione di vino eccellente, ottenuto con processi i quali hanno chiesto costosi impianti e sacrifici di generazioni. Le pale eoliche turberebbero quanto è stato fatto violentando paesaggio e produzione”.

“Come ben sapete – argomenta De Giuseppe -, la Provincia di Lecce non si associò alla corsa per l’industrializzazione, puntando per il suo futuro sulla istituzione dell’università, sulla valorizzazione dei tesori archeologici ed artistici, sull’ammodernamento dell’agricoltura, sullo sviluppo del turismo, sull’affermarsi dell’industria ecocompatibile. Ora, quando popolazioni ed imprenditori cominciano ad ottenere risultati positivi da quell’audace e precorritrice scelta, qualunque cosa possa turbare la natura (accentuando quanto è già avvenuto anche con l’energia alternativa) inevitabilmente è vissuta come oltraggio ed offesa da respingere senza se e senza ma”.   

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