Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Palese su rette Inspe Lecce: "Aumenti illegittimi"

Per il consigliere regionale Pdl, sarebbero illegittimi gli aumenti richiesti agli anziani ospiti dell'Inspe: "Il governo Vendola riempie le voragini della sanità facendo pagare i più deboli"

LECCE - "Sono legittimi gli aumenti chiesti dall'Ispe di Lecce agli anziani ospiti della struttura? E' vero che la Asl corrisponde una quota di compartecipazione alle spese inferiore a quella che dovrebbe?". Sono queste le domande alla base di un'interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore ai Servizi Sociali, che pone il capogruppo del Pdl a Viale Capruzzi, Rocco Palese.

"Ci risulta - spiega Palese - che l'azienda pubblica di servizi alla persona Ispe di Lecce, la cui attività è integrata e coordinata con gli interventi e le politiche socio - assistenziali e socio - sanitarie della Regione Puglia, avrebbe chiesto ai propri ospiti, con due delibere a firma del commissario straordinario ed oggi presidente del Cda, due aumenti della retta di soggiorno, portando la quota di compartecipazione giornaliera dagli iniziali 32,40 euro in vigore nel 2008, 46,45 euro a decorre dal 1° luglio 2010".

Le delibere commissariali che disponevano gli aumenti di complessivi 14 euro al giorno, sarebbero state emanati in esecuzione del Regolamento regionale del 2007, di una delibera di Giunta Regionale del 2009 e di una nuova del 2 febbraio 2010: "Risulta però - precisa Palese - che le norme regionali prevedevano l'aumento della quota a carico degli ospiti solo nelle strutture residenziali in possesso di autorizzazione definitiva e di tutti i requisiti strutturali e organizzativi di cui al Regolamento Regionale n. 4/2007, mentre prevedeva che il Servizio Sanitario Regionale avrebbe continuato ad applicare le tariffe già applicate alla data del 31 dicembre 2009 per le strutture residenziali per anziani ancora operanti in regime di autorizzazione provvisoria e risulta che l'Ispe, ad oggi, sia ancora autorizzata solo in via provvisoria".

Per Palese, ne deriva che il commissario della struttura in oggetto non avrebbe potuto chiedere agli ospiti l'aumento della compartecipazione: "Come se non bastasse - aggiunge - ci si mette pure la Asl: dovrebbe compartecipare alle spese per le attività di natura sanitaria nella quota del 50% del totale della retta, ammontante ad euro 92,90 giornaliere, mentre pare che ad oggi la Asl corrisponda solo 30 euro giornalieri".


"Se tutto questo è vero - chiede Palese al Governo regionale - non sarebbe il caso di riportare legalità e giustizia in questa struttura chiedendo al Cda l'immediata revoca aumenti e alla Asl di fare il proprio dovere? Il Governo Vendola crede forse di riempire le voragini nei conti della sanità facendo pagare agli anziani più del dovuto?".

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