Martedì, 27 Luglio 2021
Politica

Giovani, lavoro, tagli alla casta. La rincorsa di Foresio alle primarie

Capogruppo a Lecce e sostenitore di Matteo Renzi, il consigliere del Pd si rilancia nell'avventura elettorale puntando a sparigliare le carte in una dura competizione contro i big del suo partito: obiettivo Montecitorio

Paolo Foresio.

LECCE – Nemmeno il tempo di tirare il fiato dopo la rincorsa per le primarie per la scelta del leader del centrosinistra, che Paolo Foresio si ritrova nuovamente a macinare chilometri attraverso la penisola salentina.  

Il consigliere comunale di Lecce, che insieme ad Antonio Rotundo ha retto il vessillo di Matteo Renzi in un territorio diviso tra “ortodossi” pro Bersani e sostenitori di Nichi Vendola, ha deciso di candidarsi per le primarie del Pd, puntando così al passaggio da Palazzo Carafa a Montecitorio, a soli 32 anni.

Speaker radiofonico e consulente aziendale, Foresio punta a sparigliare le carte capitalizzando il consenso comunque tangibile che anche il provincia di Lecce ha avuto il sindaco di Firenze.

Cento paesi in dieci giorni. Una campagna elettorale in pieno stile Matteo Renzi?

"Proprio così, manca solo il camper.  I tempi ristrettissimi dell’ennesima consultazione elettorale ci impongono uno sforzo importante. Siamo già in marcia per questa nuova entusiasmante sfida, consapevoli che quest’anno le vacanze di Natale saranno inevitabilmente posticipate di qualche giorno".

La vostra area ha espresso forti perplessità anche sul regolamento delle prossime primarie. Perché hai scelto di candidarti?

"Da Firenze ci tenevano fossi io a portare avanti le idee di Matteo Renzi su Lecce e provincia, ma la decisione finale è giunta solo dopo l’approvazione del nostro coordinamento provinciale. Per quanto riguarda le regole abbiamo espresso dei dubbi su alcuni aspetti che mirano a ridurre la partecipazione popolare, siamo da sempre per le primarie aperte a tutti".

Può cambiare attraverso queste "primarie a metà" la classe dirigente del Pd? E come?

"Si, il cambiamento è possibile ed è già in atto. Il primo passo è stato fatto con le primarie per la leadership del centrosinistra, ora è necessario un ulteriore sforzo per rendere effettivo un ricambio della classe dirigente del partito. Non siamo legati al dato anagrafico ma è impensabile che siano sempre i soliti noti a rappresentare i cittadini".

Pensi di poter intercettare il consenso anche di aree del partito che hanno sostenuto Bersani per la leadership?

"Prima di essere un amico e rappresentante territoriale per Matteo Renzi sono un iscritto al Partito Democratico e condivido gran parte della visione politica del mio segretario. E’ dunque normale che possa interloquire anche con chi in occasione delle primarie nazionali ha votato per Pierluigi Bersani".

Quale sarà, secondo te, la consistenza della pattuglia "renziana" e quali contenuti di novità proponete?

"Per noi è importante far comprendere ai tanti che si sono avvicinati negli ultimi mesi al progetto politico di Matteo Renzi che la nostra battaglia non si è conclusa con le primarie nazionali.  Per rinnovare la politica in un paese come l’Italia serve tempo e questo è un dato che gioca a nostro favore. E’ mia intenzione portare avanti le migliori proposte di Matteo: combattere la precarietà con politiche mirate su giovani e lavoro, aumentare il potere di acquisto delle famiglie, incentivare e ottimizzare i settori culturali e turistici sul nostro territorio e ovviamente ridurre drasticamente i costi della politica. Non possiamo chiedere sempre e solo sacrifici ai cittadini se noi stessi non siamo i primi a dare il buon esempio".

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