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Video | La marcia contro la mafia: "Il Salento è casa nostra, non di cosa nostra"

 

Ieri mattina, a Parabita, s’è svolta la marcia contro la mafia fortemente voluta per dare un segnale, dopo le minacce ricevute da tre commissari prefettizi e da un ormai ex candidato alla carica di sindaco, il giovane ingegnere Marco Cataldo, che nei giorni scorsi ha motivato il suo addio con l’assenza di serenità.

Ieri, lo stesso Cataldo era presente alla marcia e s’è soffermato a parlare davanti al pubblico. “Nessuno verrà mai lasciato da solo e insieme si può ripartire”, ha detto, fra le altre cose. “Parabita è una città sana, soltanto una piccola parte ha sbagliato e continua a sbagliare. La mia è stata una scelta dolorosa”.

“C’è chi ha compreso e chi no. Attraverso il mio gesto, quello di fermarmi - ha concluso -, ho però lanciato una provocazione forte. Il coraggio è anche la forza di fermarsi e dire basta quando qualcuno prova a turbare la serenità di un progetto politico alternativo rispetto alle solite realtà”.

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