Sabato, 24 Luglio 2021
Politica

Abuso d'ufficio, viene sospeso il consigliere. Ma resta l'assessore condannato

Strano "caso" a Parabita, dove un membro dell'opposizione viene sospeso dopo la sentenza sfavorevole di primo grado, mentre un esponente della giunta, condannato per truffa aggravata all'Unione europea rimane al suo posto

Paola Severino (@TM News/Infophoto)

PARABITA - La legge Severino è un tema di stringente attualità dopo la conferma da parte della Cassazione della condanna ai danni di Silvio Berlusconi. I costituzionalisti si stanno dividendo sull'applicazione delle normative contenute all'interno della legge e tra quanti cercano di evidenziare elementi di "incostituzionalità". Ma mentre il dibattito nazionale si concentra tutto intorno alla "soluzione" ad personam per l'ex premier, a Parabita c'è un caso che sembra meritare particolare attenzione.

Dopo quaranta giorni di discussione, la Prefettura di Lecce, in applicazione della legge Severino,  ha sospeso Stefano Prete, consigliere comunale di opposizione, che aveva riportato una condanna in primo grado, quindi non definitiva, per il reato di abuso d’ufficio. Il sindaco di Parabita, Alfredo Cacciapaglia, aveva sollecitato la prefettura a pronunciarsi e, nella giornata di ieri, il Prefetto, Giuliana Perrotta, ha firmato il decreto di sospensione per 18 mesi del consigliere.

Ma ci sarebbe una contraddizione ancora più singolare all'interno della stessa esperienza amministrativa: si tratta della presenza in giunta di un assessore, condannato a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni dell’Unione Europea, con incapacità a contrarre con la pubblica amministrazione.

Ad evidenziare il caso sono lo stesso Stefano Prete e Marco Cataldo, esponenti del gruppo consigliare “Bene Comune”: “Oltre ai molteplici rilievi di incostituzionalità della Legge Severino che saranno puntualmente mossi nelle sedi competenti e specificatamente riferiti alle ipotesi di sospensione di diritto dei consiglieri comunali, incredibile - sottolineano - è la contraddizione di una norma che invece permette a Biagio Coi di mantenere la carica di assessore ai lavori pubblici e all’urbanistica del Comune di Parabita, pur essendo colpito dalla più pesante condanna a 2 anni di reclusione per truffa aggravata ai danni della Comunità europea, con incapacità di contrarre con la pubblica amministrazione".

"È curioso notare, poi, come un sindaco del Pdl - proseguono - si stia con affanno adoperando per far passare, nonostante i pareri discordanti dei principali costituzionalisti italiani, una lettura della Legge Severino contraria agli interessi di Silvio Berlusconi. Ovviamente si conoscono le ragioni di questo comportamento che, sicuramente, farà andare su tutte le furie i dirigenti nazionali del Pdl". Secondo i due esponenti di opposizione, dietro al "fervore" del sindaco ci sarebbe un "misero calcolo politico".

"Vuole far entrare in consiglio comunale - aggiungono - il primo dei non eletti nella lista 'Bene Comune', che sicuramente passerà con il Pdl in maggioranza, a seguito di un 'corteggiamento' che - a quanto pare – ha profili torbidi e che, nei prossimi giorni, saranno sicuramente approfonditi. Il tutto per puntellare a tutti i costi - chiariscono ancora - una maggioranza traballante e divisa, ormai vittima del manifesto fallimento dell’amministrazione Cacciapaglia".

Sull'argomento interviene anche Alessandro Seclì, coordinatore del Pd di Parabita che commenta entrambe le situazioni di cui si discute nel comune: “È forte e rimarrà forte la nostra richiesta di dimissioni dell’assessore Coi. Se così non sarà, questa situazione conserverà tutta l’ingiustizia ed i risvolti grotteschi che sono sotto gli occhi di tutti".

"Siamo pienamente convinti - precisa - che Prete riuscirà a far emergere l’incostituzionalità di tale legge e riuscirà presto a ritornare in consiglio comunale; posto che, per qualità personali e competenza politico-amministrativa, ha dimostrato di meritare”.

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