Giovedì, 17 Giugno 2021
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Parabita torna alle urne per il sindaco: la gestione commissariale è finita

Il ministero dell'Interno ha fissato la data al 21 ottobre. Il consiglio comunale era stato sciolto per infiltrazioni mafiose nel febbraio del 2017

PARABITA – La gestione commissariale del Comune volge al termine e a Parabita è già tempo di nuove elezioni. Lo ha comunicato il ministero dell’Interno, fissando al 21 ottobre la data per le consultazioni per il rinnovo dei consigli comunali sciolti per infiltrazioni mafiose. Adesso le forze politiche e i movimenti civici hanno tempi molto stretti per organizzare la campagna elettorale e procedere a tutti gli adempimenti necessari.

Diffusa era la convinzione di una proroga della gestione commissariale, in virtù del fatto che la stessa era stata interrotta – a marzo e per i tre mesi successivi - dalla pronuncia del Tar Lazio che aveva accolto il ricorso dell’ex sindaco, Alfredo Cacciapaglia, contro il decreto di scioglimento del Consiglio dei Ministri risalente al febbraio del 2017.

Il Consiglio di Stato, a giugno, aveva però accolto l’istanza cautelare presentata dall’avvocatura generale dello Stato riaprendo la parentesi dei commissari il cui compito è quello di bonificare l’apparato amministrativo e ricreare le condizioni per una piena legalità. Per il 27 settembre è fissata l’udienza di merito che, a questo punto, assume un valore “retrospettivo”. Un giudizio che resta importante e che servirà a sancire la legittimità o meno degli atti che hanno stabilito la fine anticipata della consiliatura.

Va ricordato che lo scioglimento era stato decretato dopo che l’operazione “Coltura” dei carabinieri (dicembre del 2015) aveva portato a numerosi arresti, tra cui quello dell’allora vicesindaco, nell’ambito di una inchiesta sui presunti condizionamenti esercitati da esponenti e sodali del clan Giannelli. Cacciapaglia e gli assessori della sua giunta hanno sempre rivendicato la totale correttezza dell’azione amministrativa. Sono altri due i Comuni salentini affidati alla gestione commissariale per infiltrazioni mafiose: si tratta di Surbo e di Sogliano Cavour.

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