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Cani a spasso e adulti in bici: per il parco dei bimbi urgono regole e controlli

Il consigliere di maggioranza Gianluca Borgia invita l'amministrazione municipale a predisporre delle regole per l'utilizzo dell'area appena inaugurata. E sul viale a quattro corsie servono dei dissuasori di velocità

La zona con gli scivoli.

LECCE – Sin dalla prima visita effettuata a giugno al parco “Stefano Rugge”,  a cantiere ancora in corso (leggi articoli correlati, in basso), era ben chiaro che la scommessa principale sarebbe stata quella di affidarsi al senso civico dei leccesi. Ci sono sì delle telecamere, posizionate sui pali dell’illuminazione pubblica ma, a giudicare dalla pessima qualità della fruizione da parte di alcuni cittadini nei primi giorni di apertura, è come se non ci fossero.

Domenica scorsa, giorno della festosa inaugurazione, sia al sindaco, Paolo Perrone, che agli assessori competenti, Luca Pasqualini (Traffico) e Gaetano Messuti (Lavori pubblici), è stato chiesto di provvedere all’adozione di alcuni accorgimenti: lungo viale Giovanni Paolo II – a due corsie per senso di marcia - è necessario installare dei dissuasori di velocità per tutelare la presenza dei bimbi a ridosso dell’area che, lo si ricordi, non è recintata. E’ inoltre doveroso predisporre una cartellonistica che indichi cosa è consentito fare e cosa, invece, no. 

I progettisti hanno infatti pensato al verde come ad un’area interamente calpestabile, ma è chiaro che sorge un problema se i proprietari dei cani lasciano i loro incolpevoli amici a quattro zampe liberi di depositare i propri bisogni. E’ quanto sta già avvenendo ed anche per questo motivo il consigliere di maggioranza, Gianluca Borgia, propone all’amministrazione alcune semplici regola da inserire in un’apposita ordinanza:  tra le principali, la possibilità di introdurre solo cani al guinzaglio e con museruola, di utilizzo delle biciclette solo per i bambini di età inferiore ai dieci anni, il divieto di affissione su pali e alberi e quello di praticare giochi di squadra. 

Se è vero che il parco appena inaugurato fa della filosofia del play ground la propria caratteristica principale, è innegabile che la presenza di attrezzi e aree per i più piccoli imponga l’a predisposizione di alcune misure sia per la tutela dal punto di vista igienico e sanitario che della manutenzione dei giochi e delle aree a verde. Tutte cose che si potevano fare durante la lunga gestazione del parco in modo che venissero scongiurati i rischi di quell'utilizzo sconsiderato che purtroppo si sta compiendo.

Chiedere la collaborazione degli ispettori ambientali, dei "vigili-nonni" e servirsi della video sorveglianza per intervenire prima che sia troppo tardi, potrebbe essere un buon modo di far comprendere ai leccesi - almeno a quelli deficitari di senso civico - che se è giusto esigere dal governo cittadino parchi degni di tal nome, è altrettanto doveroso avere rispetto della cosa pubblica.

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