Parco e fiera nell'area dell'ex inceneritore Saspi. La proposta del M5S

Il candidato sindaco Arturo Baglivo, con la senatrice Daniela Donno e il consigliere regionale Antonio Trevisi, presso il sito ritenuto ancora una potenziale "bomba ecologica" dopo la dismissione del 1989

La delegazione del M5S sul sito ex Saspi.

LECCE - Da bomba ecologica non ancora disinnescata a parco con spazio fieristico. Il M5S ha avanzato una proposta di riqualificazione dell'area dell'ex inceneritore Saspi, posto ai margini della tangenziale Est.

L'impianto è stato dismesso nel 1989, nel 2012 sono stati eseguiti alcuni lavori per la messa in sicurezza, ma solo nel 2018 è stato finanziato dalla Regione un progetto dell'amministrazione Salvemini per il piano di caratterizzazione, indispensabile per comprendere quale sia la situazione e gli eventuali rischi. Nel 2014, d'altra parte, la magistratura inviò i carabinieri del nucleo operativo ecologico con l'obiettivo di ulteriori riscontri oltre le precedenti rassicurazioni sull'integrità della falda. 

Il candidato sindaco del M5S, Arturo Baglivo, ha dato appuntamento alle 10 presso l'ex inceneritore: "Volevemo riportare l'attenzione su questo sito, ancora inquinante - ha dichiarato -. Dobbiamo ricordare che qui si bruciava rifiuto tal quale, il che significa che per decenni sono stati sparsi veleni: diossine, metalli pesanti. Non c'era una gestione tale da separare il rifiuto dalle sue componenti più pericolose. Tutti quegli inerti sono stati depositati qui dietro". 

L'esponente pentastellato incontra i cronisti davanti alla recinzione dell'impianto, violata più volte nel corso degli anni sia da incursioni per atti di vandalismo che per abbandoni incontrollati di rifiuti, come pare essere accaduto nelle ultime ore constatando segni di pneumatici sul fondo ancora bagnato. Tutta l'area, nel 1998, fu messa in sicurezza secondo le disposizioni allora vigenti. L'ex direttore, Nicola De Donnantonio, mostra intanto le foto delle operazioni eseguite.

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Di bomba ecologica parlò già nel 2014 la senatrice Daniela Donno: "Siamo preoccupatissimi perché potrebbe accadere qualsiasi evento, dal momento che qui ci sono rifiuti interrati. Reazioni chimiche ptorebbero innescare una bomba ecologica. La cosa principale è che non cerchiamo i colpevoli, ma per cercare soluzioni migliori per l'ambiente e i cittadini, anche a breve termine". Quale sia la proposta, si incarica di descriverla il consigliere regionale Antonio Trevisi: "La prossima settimana avremo da Asl dei dati sulla falda. Sono risultati metalli pesanti in superficie, questa è una zona di cava e probabilmente sono stati scaricati a macchia di leopardo rifiuti di ogni tipo. Solo la caratterizzazione del sito con il piano finalmente finanziato in Regione ci potrà dire qual è lo stato dei luoghi. Una volta bonificata, l'area può diventare un parco, così come è avvenuto in altre zone d'Italia, mentre quel che resta dell'impianto potrebbe diventare un contenitore fieristico".

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