Mercoledì, 28 Luglio 2021
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"Posto occupato", gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza

L'inizitiva è finalizzata alla prevenzione ed al contrasto al fenomeno delle molestie, violenze di genere e discriminazioni sui luoghi di lavoro, presentata oggi a Palazzo Adorno dalla consigliera provinciale alle Pari opportunità Alessia Ferreri

LECCE - “Posto occupato”, è un progetto finalizzato alla prevenzione ed al contrasto al fenomeno delle molestie, violenze di genere e discriminazioni sui luoghi di lavoro, presentata questa mattina a Palazzo Adorno nell’ambito delle iniziative condotte dalla consigliera provinciale alle Pari opportunità Alessia Ferreri e condivise dalla Rete interistituzionale.

“Posto occupato”  è un sito web, ma soprattutto  “un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza – è stato spiegato – dove ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga”.

Ma perché “posto occupato”? La spiegazione è semplice, anche se profondamente drammatica: Si legge sul sito: “Si occupa un posto in un cinema, un teatro, un treno, sulla metro o a scuola, per lasciare un segno della nostra presenza: con un giornale, una borsa, un mazzo di chiavi, un cappello. Quel posto è mio, tornerò ad occuparlo. Per molte, troppe donne, non sarà più così".

"Posto occupato - continua la presentazione del progetto - è un’idea, un dolore, un pensiero, una reazione che ha cominciato a prendere forma man mano che i numeri crescevano e cresceva l’indignazione di fronte alla notizia dell’ennesima donna assassinata. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto nella società, sul tram, a scuola, in metropolitana”.

Come nasce l’iniziativa. Posto occupato è partito il 29 giugno dall’anfiteatro della villa Comunale di Rometta (Messina), luogo di nascita di Maria Andaloro, editore della rivista online “La Grande Testata” e ideatrice del progetto. La prima fila dell’anfiteatro è stata occupata da un paio di scarpe rosse, da un mazzo di chiavi, da una borsa, lì cristallizzati a testimonianza di un delitto.

La speranza di “Posto occupato” è che il “contagio si estenda anche alle altre città italiane, e che le istituzioni, i comuni, i servizi di ogni genere e i luoghi di aggregazione sociale raccolgano l’invito a riservare un “posto” in memoria delle donne vittime di ogni forma di violenza. E che questa assenza urlasse la mostruosità del suo perché.

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