Venerdì, 25 Giugno 2021
Politica

Caos società partecipate, i sindacati sollecitano l’intervento del presidente Emiliano

Cgil, Cisl e Uil hanno inviato una lettera in cui illustrano i rischi che incombono su Alba Service, Nuova Salento Energia, Fondazione Ico, oltre ad Axa e sui cittadini. “Apriamo un tavolo per l’individuazione di nuove forme di finanziamento utili a sventare la chiusura definitiva”

Alcuni lavoratori Alba Service in una recente protesta.

LECCE - Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil tornano sul problema delle società partecipate dalla Provincia di Lecce rivolgendosi direttamente al neo presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

“Le scriviamo, a poche ore dall’ elezione, per renderla partecipe della vicenda delle società partecipate e controllate della Provincia di Lecce i cui lavoratori, a causa del combinato disposto tra legge di riordino istituzionale numero 56 del 2014 e legge di stabilità 2015, vedono gravemente compromesso il loro futuro si legge nel testo della missiva - . Alba Service, Nuova Salento Energia, Fondazione ICO “Tito Schipa”, ciascuna con le proprie peculiarità, sono da tempo sottoposte a tagli economici che rischiano di sancirne la definitiva chiusura. Oltre ad Axa, azienda privata ma anch’essa vittima di queste dinamiche”.

“In particolare Alba Service che, con oltre 130 dipendenti si occupa di assistenza sociale, pulizie immobili e di funzioni classificate come fondamentali quali la manutenzione stradale e della edilizia scolastica, ha visto in questi mesi i finanziamenti del socio unico ridursi ad un terzo fino a poco più di 2 milioni di euro, appena sufficienti a garantire il pagamento con forte ritardo delle mensilità precedenti e fino al mese di maggio – scrivono i segretari Salvatore Arnesano, Salvatore Giannetto ed Antonio Nicolì - . E con la Provincia che dichiara di non poter più assicurare ulteriori provvidenze. Tanto che, in data 3 giugno, il dirigente preposto ha comunicato ufficialmente ad Alba Service la sospensione dei servizi di manutenzione edifici scolastici e di pulizia e uscierato”.

E ancora: “Le apparirà evidente il rischio che sta innescandosi, a fronte di una pur formale correttezza nella prassi adottata dalla Provincia, in ordine alla sicurezza dei trasporti e dei cittadini e, se possibile ancor più grave, rispetto alla sicurezza di alunni, studenti e personale scolastico. Così come non possiamo tacere su ruolo e responsabilità del governo e della Regione che, ad oggi, ha quanto meno gestito con larghe omissioni l’intera partita del riordino istituzionale, soprattutto a riguardo della mancata approvazione della legge regionale sulla attribuzione delle Deleghe e delle relative coperture finanziarie. E nemmeno possiamo omettere su scelte aziendali che non hanno creato sviluppo e puntato all’efficienza”.

“Nei giorni immediatamente precedenti le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale – proseguono i sindacalisti – vi era stato il tentativo di coinvolgere almeno una parte di questi lavoratori, così come quelli della Santa Teresa di Brindisi e Isola Verde di Taranto, in alcune specifiche attività collegate alle recenti emergenze in agricoltura. Restiamo in attesa di comprendere se, superata la competizione elettorale, questa opportunità sia sostenibile, attraverso un percorso condiviso con le parti sociali e che individui delle attività integrative tutelando le professionalità specifiche del settore”.

Per questi motivi, e per le ragioni di urgenza dettate dal fatto che le procedure di licenziamento collettivo incombono e che i servizi cui abbiamo accennato sono di fatto interrotti, i segretari chiedono un intervento finalizzato alla apertura di un tavolo di confronto tra Regione, Provincia, azienda e sindacato che sia utile alla definizione positiva della vicenda attraverso la individuazione di nuove opportunità di finanziamenti volti ad assicurare il ripristino dei servizi e la tutela occupazionale.

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